Parla Tonino Scala, il coordinatore regionale di Sinistra Italiana, il nuovo soggetto politico che nascerà ufficialmente a febbraio, “La condanna a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa di Nicola Cosentino conferma tutto quello che SEL politicamente ha denunciato con forza e spesso in solitudine negli ultimi anni, a partire dal legame strutturale dell’ex onorevole di Forza Italia con il clan dei casalesi”.

Una condanna che vede l’accusa, nei confronti di Nicola Cosentino, di essere stato dal 1980 al 2014 il referente politico-istituzionale del clan dei Casalesi. Da questi – il politico campano –  avrebbe ricevuto sostegno elettorale e capacità di intimidazione in cambio di  assunzioni e appalti sul ciclo dei rifiuti. Il pm della Dda di Napoli Alessandro Milita aveva chiesto 16 anni di condanna per Cosentino: “La sentenza rende merito al grande lavoro della Dda, sia dei colleghi attualmente in servizio sia da quelli che iniziarono l’inchiesta. Questa vicenda getta più che un’ombra sulla politica casertana”.

Tonino Scala, che riprende la domanda di Saviano su dove fossero finiti i voti di Cosentino, dice “Oggi Saviano si chiede chi ha preso in Campania il posto di Cosentino. Una risposta certamente non si può dare, ma dovrebbe ugualmente far riflettere che molti dei protagonisti della stagione cosentiniana, alcuni dei politici a lui più fedeli e che erano anche al centro delle ricostruzioni del libro The Cosentinos, sono stati un elemento decisivo nella vittoria di De Luca alle regionali e oggi sono alleati del PD nella maggioranza di Santa Lucia”.

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