Dopo la vittoria, Donald Trump fa i conti con i pareri dei leader della comunità internazionale.

Se quelli dell’Europa si dicono preoccupati a tal punto che il presidente francese Hollande ha dichiarato che l’esito delle elezioni americane apre un periodo di incertezza, non tardano ad arrivare le felicitazioni di Vladimir Putin.

Putin si dice sicuro che «un dialogo costruttivo fra Mosca e Washington risponda agli interessi dei due paesi». Nella prima telefonata tra i due, tenutasi nei giorni scorsi, si sono affrontati temi caldi. Secondo l’agenzia TASS, i due hanno espresso la volontà di basare le loro relazioni sul dialogo in base al principio del rapporto tra pari e di non ingerenza negli affari interni.

Ricostruire i rapporti tra Stati Uniti e Russia non è facile, data la pessima relazione tra Obama e Putin. Obama, infatti, è schierato a favore della destituzione del regime di Assad in Siria, alleato russo in Medio Oriente. Il presidente americano uscente, inoltre, ha più volte espresso posizioni critiche nei riguardi delle politiche di Putin, sia sul piano internazionale che su quello interno.

Per Trump, l’obiettivo fondamentale nell’ambito della lotta contro il terrorismo internazionale è quello di sconfiggere l’ISIS e non di destituire il presidente siriano, condizione che invece è sempre stata essenziale per Obama per la risoluzione del conflitto e per la pace in Medio Oriente.

Trump e Putin hanno anche discusso della necessità di una normalizzazione delle relazioni commerciali fra i due Paesi e quindi della volontà di creare dei legami bilaterali solidi, attraverso lo sviluppo delle rispettive economie.

I due leader hanno poi dichiarato che si incontreranno al più presto dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca che avverrà il 20 gennaio 2017, ricordando che il prossimo anno ricorreranno i 210 anni dall’inizio dei rapporti diplomatici tra i due Stati, «un evento che deve stimolare il ritorno ad una cooperazione pragmatica che apporti benefici ad entrambi».

Dopo questi annunci e il probabile riavvicinamento tra i “due giganti”, una riflessione importante riguarda le ripercussioni che tale dialogo potrà avere sull’equilibrio internazionale e nello specifico sui rapporti tra Stati Uniti ed Europa. L’Europa che sanziona la Russia per l’occupazione della Crimea del 2014, schierata contro il regime di Assad, alleato di Putin e legata agli Stati Uniti tramite il Patto Atlantico dal 1949. Trattato che istituisce la NATO, l’organizzazione militare attiva dal 1950 che nacque proprio in funzione antisovietica.

Sabrina Carnemolla

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