Dal 1978, anno della prima nascita in vitro, ad oggi la tecnologia di riproduzione assistita ha compiuto passi da gigante. La possibilità di congelare i propri ovociti permette ad una donna di poter posticipare la propria gravidanza: non sono stati riscontrati ulteriori rischi ostetrici o perinatali rispetto ad un parto con ovociti freschi. Inoltre, non vi sono verificati episodi di rigetto degli ovociti nel caso in cui donatrice e futura madre non siano state la stessa persona.

L’unico appunto di tipo medico che bisogna necessariamente fare è legato all’età e alla condizione di salute della donatrice e della donna che concepirà l’ovulo: la donatrice, poiché è necessario avere ovociti sani, deve essere giovane e godere di buona salute così come è sconsigliato un impianto in età troppo avanzata. Con l’invecchiamento è possibile andare incontro a problemi uterini o medici che potrebbero compromettere la gravidanza.

Se da un punto di vista medico l’uso di ovociti congelati appare una soluzione, adatta sia a chi per una qualsiasi ragione volesse posticipare la gravidanza sia a chi soffre di infertilità, è chiaro che da un punto di vista etico il problema nasce. Un caso lampante è rappresentato dalla Cina: dal 1979 sino al 2013 è stata in vigore la legge del figlio unico. Questa impediva, prima, e sanzionava, poi, le famiglie cinesi con più di un figlio: moltissime donne, soprattutto a metà degli anni 90’, hanno iniziato a congelare i propri ovociti. Da quando la legge è stata abolita la maggior parte di queste hanno provveduto a scongelare i propri figli.

Già nel 2004 la Cina festeggiava il primo bambino nato da ovuli congelati, mentre questo febbraio è stato superato ogni record: una donna, già madre, affetta da sindrome dell’ovaio policistico aveva congelato alcuni ovuli nel 2003 e proprio in seguito all’abolizione della legge sul figlio unico ha tentato la via della riproduzione assistita con felici risultati. La mamma ha partorito un neonato che, nella nostra considerazione di tempo, al momento della nascita aveva già 12 anni. In Cina questo rappresenta un caso eclatante, ma sono tantissimi i figli di ieri che adesso vengono alla luce.

Nella nostra società, dove affrontare una gravidanza in giovane età appare un’utopia economica e sociale, l’idea di poter congelare i propri figli per metterli al mondo in un momento più opportuno appare sempre di più una soluzione condivisa. Come superare il problema etico di questi figli venuti dal passato? Basti pensare che il concetto di tempo, da Einstein in poi, è diventato relativo e non scorre più su di una linea retta: ieri, oggi, domani, passato, presene, futuro significano tutto e significano niente. Possono incontrarsi nello stesso punto e regalare ad una madre un bambino venuto dal passato, nato nel presente e che le darà felicità nel futuro.

Francesco Spiedo

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