“Rifacciamo nostro il quartiere”, fiaccolata per la legalità ai Colli Aminei

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“Napoli è circondata da una piovra che le succhia il sangue, che la stringe in un soffocante abbraccio, che le impedisce di espandersi e di diventare una delle città più desiderabile del mondo e che toglie, ai giovani in particolare, la fiducia in una prospettiva di vita serena”.

Con queste parole padre Antonio, ieri sera, ha dato inizio alla fiaccolata per la legalità, voluta per il quartiere dalla sua Parrocchia S. Antonio di Padova alla Pineta e dall’oratorio Karol, insieme all’associazione Adda Passà ‘a Nuttata.

La manifestazione è stata organizzata dopo l’omicidio, avvenuto lo scorso 6 novembre in una cornetteria proprio sullo stesso viale dei Pini della Parrocchia, di Antonio Bottone, ragazzo di 28 anni, e del ferimento del giovane che era con lui, il 21enne Daniele Pandolfi.

Il brutale omicidio (le cui dinamiche sono ancora da chiarire ma che sembrerebbe collegato alla guerra tra clan camorristici del rione Sanità), ha sconvolto il quartiere ed è giunto come goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo numerosi atti di microcriminalità denunciati nel corso degli ultimi mesi.

I genitori di Antonio Bottone erano presenti alla fiaccolata ed hanno acceso simbolicamente la candela di padre Antonio, sancendo l’inizio del  silenzioso corteo.

Durante il tragitto, dalla Parrocchia alla caserma dei Carabinieri, più volte il parroco ha invitato le persone in casa ad affacciarsi ai balconi, per unirsi al richiamo alla legalità per il loro quartiere.

Al termine del corteo, hanno preso la parola prima Davide D’Errico, presidente dell’associazione Adda Passà ‘a Nuttata, e successivamente il presidente della Municipalità 3, Ivo Poggiani. Durante i loro interventi hanno parlato degli impegni presi per il futuro del quartiere.

 Davide D’Errico ha dichiarato:

“Oggi ci siamo messi in cammino letteralmente, però dobbiamo cominciare a farlo anche metaforicamente. Domenica scorsa abbiamo raccolto in una sola mattinata, mettendo insieme tutte le parrocchie del quartiere, quasi 1000 firme.

Abbiamo chiesto, con queste firme, di aprire un tavolo con le istituzioni, per mettere tutti attorno, i presidi, le parrocchie, le realtà educative e le forze dell’ordine, insieme alle associazioni. Questa cosa finalmente si realizzerà, venerdì prossimo: saremo con i parroci e tutti i riferimenti della zona, con tutte le forze dell’ordine.

Proviamo a far partire un percorso insieme, un percorso di tutti. Oggi non avete visto simboli di partiti o protagonismi, avete visto un popolo che si è messo in cammino e che ha provato ad illuminare un quartiere.

La promessa che abbiamo così fatto ai bambini la dobbiamo mantenere. Delle cose le faremo venerdì prossimo. Poi la settimana prossima in Prefettura parleremo della riattivazione delle telecamere e dell’installazione di nuove telecamere e di una presenza gentile delle forze dell’ordine”.

Lo stesso D’Errico ha passato poi la parola ad Ivo Poggiani che ha così continuato:

“È morto un ragazzo di 28 anni che, senza entrare nel merito della questione, era un ragazzo di questo territorio ed era giovane e, sebbene si possano prendere tante strade diverse, a 28 anni, morire così, mi sembra una cosa terribile.

Come diceva Davide, c’è stata una raccolta firme su cui ci siamo subito attivati: abbiamo chiesto alle forze dell’ordine, ai presidi, ai parroci che sono una grande risorsa per questo territorio, di incontrarci. Chiederemo un incontro con la Prefettura perché ci sembra normale che Questura e Prefettura debbano garantire la vivibilità del Territorio.

Però i cittadini e le istituzioni locali devono fare anche un’altra cosa: devono fare comunità. Io sono di questa zona, sono 32 anni che abito a 100 metri da qui e quello che vedo rispetto al passato è che dopo le otto di sera questo quartiere non lo frequentiamo più, un po’ forse per paura, dopo i tantissimi attacchi, scippi, rapine, un po’ a volte per pigrizia.

Noi abbiamo come cittadini un grande obiettivo: riformare una collettività, quella dei Colli Aminei, di via Nicolardi, di viale dei Pini, di Capodimonte. Durante questo consiglio municipale l’associazione Adda Passà ‘a Nuttata si è caricata dell’organizzazione di questa manifestazione e ne sono grato.

Deve essere però un primo passo: io dico incontriamoci di nuovo. Incontriamoci come cittadinanza, proviamo a capire cosa serve a questo quartiere. Tutti voi fate parte di gruppi Facebook come “Quelli della Pineta”, dove c’è sempre il post “amarcord” su quanto trent’anni fa si stava bene alla pineta, su come si stava sicuri.

La differenza con oggi, probabilmente, è che si usciva un po’ più di casa, ci si parlava, ci si incontrava, si organizzavano cortei, manifestazioni, tornei di bocce, concerti.

Allora io faccio un’altra proposta su cui già ci stiamo adoperando: sotto Natale, il 18,  proviamo per un giorno a riprenderci quel quartiere, la Pineta, che oggi è purtroppo simbolo di una cosa brutta.

Facciamo un concerto, prendiamoci quel pezzo di quartiere per un giorno  e facciamolo diventare una piazza. Chiudiamo alle macchine e stiamo dalla mattina fino alla sera lì.

Proviamo, da questa brutta cosa che è successa, a prendere il buono; proviamo a guardare al fatto che oggi, se non ci fosse stato questo lutto, tanti cittadini non sarebbero scesi in strada di nuovo assieme”.

Tornare ad essere una comunità e riprendersi tutti insieme una città che è dei cittadini e non di chi vuole tenerla in pugno tutta per sé. Questo il messaggio della manifestazione di ieri, messaggio evidentemente molto sentito dal quartiere, che ha preso parte alla fiaccolata in massa: circa 200 le persone presenti, “guidate” da decine di bambini posti alla testa del corteo.

Desire Rosaria Nacarlo

 

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