François Fillon, ex primo ministro del governo Sarkozy, è in vantaggio alle primarie del partito dei Repubblicani in Francia. Questo il risultato delle votazioni dello scorso 20 novembre, che attestano Fillon in testa, con il 44,1% dei voti, seguito dall’attuale sindaco di Bordeaux Alain Juppé (28,6%) e in terza posizione da Nicolas Sarkozy (20,6%).

Un grande successo per François Fillon, che dopo una lunga carriera in politica e nel governo ha buone possibilità di essere il prossimo rappresentante dei Repubblicani. Tuttavia, per averne la certezza, bisognerà aspettare il ballottaggio del prossimo 27 novembre. Infatti, non avendo raggiunto nessuno dei candidati il 50% dei voti, i primi due – Fillon e Juppé –  si contenderanno il ruolo di candidato alle elezioni presidenziali francesi dell’aprile 2017.

François Fillon, dunque, sembra essere il favorito. Colui che era stato un fedelissimo di Sarkozy alle presidenziali del 2007, ora lo supera con quasi un milione di voti. L’allievo ha superato il maestro. «Francois è colui che ha capito meglio di tutti le sfide che si presentano alla Francia. Voterò per lui al secondo turno», dichiara l’ex presidente francese. Si può dire che primeggi anche nei confronti di Juppé, sindaco di Bordeaux ed ex primo ministro nel biennio 1995-96, da cui si distacca per circa 500.000 voti.

Il risultato delle primarie rappresenta la prima, vera, autentica chance per François Fillon di correre per la poltrona presidenziale. Nonostante, infatti, possa vantare una lunga carriera in politica, non si era mai avvicinato così tanto al traguardo. Eletto deputato dell’Assemblea Nazionale nel 1981, ministro dell’Insegnamento superiore e della Ricerca nel governo prima, poi  ministro delle Tecnologie dell’informazione e delle Poste e Ministro degli Affari sociali, del Lavoro e della Solidarietà nei due governi Juppé nel ’95 e ’96, ha accumulato diverse cariche ed esperienza politica fino ad essere primo ministro per l’ultimo governo Sarkozy per cinque anni ininterrotti. Fino ad arrivare al maggio 2013, quando annuncia la sua candidatura per le successive presidenziali.

È stato un seguace di Joël Le Theule, il che significa che è vicino alle idee del gollismo sociale – quella sorta di «terza via che superi la contrapposizione tra socialismo e capitalismo» portata avanti da De Gaulle nel Secondo Dopoguerra. E così è entrato in politica.

«Definito come thatcheriano, liberale in economia, conservatore sulle questioni sociali e putiniano in politica estera», ha un programma basato sulla riduzione delle spese dello Stato, un forte intervento sui diritti dei lavoratori e una politica estera europeista ma con la Francia in una posizione importante.

Quali sono i punti del suo programma?

La riduzione della spesa pubblica verrebbe attuata grazie ad un taglio dei posti pubblici e all’inserimento dell’obbligo di pareggio di bilancio; il passaggio da 35 a 39 ore settimanali di lavoro e la possibilità delle imprese di licenziare non solo per motivi economici ma anche per “riorganizzazione dell’impresa” sono i due cardini della sua riforma sul lavoro; una politica fiscale volta a favorire le imprese; una politica estera fatta di maggiore importanza del ruolo della Francia nell’UE e controlli più severi ai confini in modo da regolamentare meglio l’immigrazione nel Paese. In più, da non sottovalutare il suo atteggiamento sulla guerra in Siria: cooperazione con Mosca, fine delle sanzioni per la Russia e guerra all’ISIS sono le sue parole d’ordine.

Un programma che, se si aggiungono le idee riguardanti la società civile e i matrimoni omosessuali, rappresenta perfettamente il campo in cui si schiera: quello conservatore. Non stupisce, dunque, che Fillon sia stato votato in maggioranza dai sostenitori dei Repubblicani, dal momento che sostiene quei principi fondamentali del centro-destra, sia dal punto di vista etico che economico.

Da non sottovalutare, però, è il fatto che Fillon rappresenti un uomo diverso, pulito: lontano dagli scandali che hanno macchiato la presidenza Sarkozy, ma anche dalle empasse del governo Juppé, Fillon è un volto nuovo che non ha macchie. Ma allo stesso tempo è rassicurante: le sue idee rispecchiano vecchi programmi politici e i suoi discorsi parlano di idee già conosciute, rassicuranti alle orecchie di tutti quei cittadini del centro-destra che lo hanno votato.

Elisabetta Elia

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