Quattroquadrati 4Km²: “Vogliamo generare felicità!”

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Quattroquadrati
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“Noi non ci appoggiamo a nessuna istituzione. Il nostro secondo fine è solo quello di voler creare un circolo virtuoso capace di fare del bene”.

Via Libertà 245. È qui che si trova la sede dell’associazione Quattroquadrati di Portici, ed appena giunta sul posto mi rendo subito conto che non si tratterà di un’intervista come le altre. Poco più tardi, infatti, mi ritrovo a chiacchierare con un gruppo di giovani ragazzi apparentemente diversi tra loro ma incredibilmente e fortemente uniti dall’idea comune posta alla base del progetto Quattroquadrati.

“Precisiamo subito che non ci sono ruoli all’interno dell’associazione, l’unico è quello del presidente, Fabrizio Ferrigno, che al momento però è impegnato altrove per motivi di lavoro”. A parlare è Marco Barile, uno dei ragazzi che quasi tre anni fa ha dato il via al progetto. Accanto a lui ci sono Antonio Indolfi, altro artefice del piano 4Km² e Fabrizio Ricciardiello, un ‘prodotto’ dell’associazione, come lui stesso ama definirsi.

“Quattroquadrati nasce nel dicembre 2013 dall’idea del nostro presidente di mettere insieme una ventina di ragazzi per dar vita ad un luogo che fosse diverso dalle associazioni già presenti sul territorio porticese. Col tempo ne abbiamo persi alcuni ma guadagnati altri. Ad oggi ne siamo più di una trentina mentre gli iscritti totali, quelli che partecipano alle attività per intenderci, sono più di 100.

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Volevamo creare un luogo dove si potesse fornire a tutti, indistintamente, la possibilità di sviluppare o di approfondire una passione. Uno dei nostri principi si basa proprio sul fatto che se tu hai una passione o ritieni di essere ferrato in qualche materia e vuoi contribuire affinché altri possano giovare della tua esperienza, vieni qua e lo fai“.

I ragazzi si passano continuamente la parola, aggiungono particolari, specificano situazioni ma quello che più di tutto tengono a precisare è il loro essere totalmente autofinanziati e indipendenti, fuori da qualsiasi fazione politica territoriale.

“Noi non siamo coinvolti nella politica del territorio, non ci appoggiamo a nessun partito né a nessun’altra istituzione; ci autofinanziamo, non prendiamo finanziamenti da nessuno e nessuno ci regala niente, al massimo ogni tanto le signore del palazzo ci regalano qualche libro, qualche sedia… Il caffè no perché lo offriamo noi a loro!
Noi non vogliamo dipendere da altri o da altre ideologie, volevamo e vogliamo essere liberi. Liberi di fare ciò che più ci piace senza vedere prima tu chi voti e perché lo fai, questo posto non c’entra niente con la politica. A tutti quelli che mettono piede nell’associazione noi vogliamo dare un senso di aggregazione, equità e pari possibilità per questo motivo accogliamo tutti, a prescindere dal colore politico o ideologie varie, l’unico requisito che richiediamo è l’educazione e il rispetto reciproco”.

Insomma, una pretesa legittima se pensiamo a quello che Quattroquadrati cerca concretamente di fare per i giovani, e non solo, della città. Tanti, infatti, sono i corsi e le attività istituite all’interno dell’associazione:

  • Corsi di lingua (spagnolo e inglese);
  • Corso di Photoshop;
  • Corso di tecnico del suono (tenuto dal prof. Maurizio Tonelli);
  • Laboratorio di fotografia (che riprenderà a febbraio 2017);
  • Laboratorio di storytelling;
  • Ripetizioni di chimica e fisica (tenute dal prof. Vincenzo Armini);

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I nostri corsi hanno la durata di 2/3 ore settimanali e il costo irrisorio di 5€ al mese. Questi soldi ci servono per pagare le bollette e l’affitto qualora non dovessimo arrivare alla cifra necessaria con l’autofinanziamento. Inoltre ci sono una serie di attività collaterali come l’aula studio (aperta gratuitamente tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00, nel fine settimana aperta solo di mattina ndr), una libreria ed una biblioteca virtuale (composta da testi che vengono prestati su richiesta ndr), stiamo cercando di allestire un’aula informatica e ci divertiamo anche nell’organizzazione di tornei di scacchi, di burraco, di serate giochi e gite fuori porta.

Ovviamente non lo facciamo per un tornaconto economico, non ci guadagniamo nulla, ognuno paga in loco ciò che deve. Lo facciamo perché, a volte, a qualcuno può mancare l’occasione o la compagnia mentre in questo modo ci aggreghiamo tutti in un’unica comitiva e partiamo. L’aspetto culturale è dominante all’interno dell’associazione ma anche le attività più o meno ludiche sono importante perché aiutano i ragazzi a fare conoscenza. Così abbiamo conosciuto Fabrizio”.

Fabrizio, infatti, ha conosciuto Quattroquadrati due anni fa grazie al concorso fotografico che ogni hanno l’associazione organizza: “Grazie a ragazzi che sapevano della mia passione per la fotografia fui invogliato a partecipare e alla fine ho anche vinto. In quell’occasione ho conosciuto i ragazzi, mi sono innamorato di loro e del progetto e non li ho più lasciati”.

Il concorso fotografico può essere tranquillamente considerato la pietra miliare dell’associazione Quattroquadrati. L’intento vuole essere quello di rivolgersi a tutti gli appassionati di fotografia, offrirgli la possibilità di esprimersi liberamente nella propria passione, di mostrare le proprie foto e permettergli così di avere uno scambio di idee con persone che condividono la loro stessa passione.

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“Il concorso è giunto alla sua IV edizione e questo ci rende tanto orgogliosi. Si svolge sempre verso fine aprile, inizio maggio ed ogni anno tratta un tema diverso sul quale devono vertere le foto in gara. Riusciamo ad acquisire sempre più risonanza anche a livello extra territoriale grazie alla forte pubblicità che facciamo tramite social network e volantinaggio. Alcuni premiati, infatti, non sono nemmeno campani. L’iscrizione è gratuita e le votazioni sono ad opera di due giurie, una popolare ed una tecnica istituita da esperti nel settore della fotografia come Mario Spada (fotografo di scena di Gomorra – La serie ndr), Biagio Ippolito e Luca Azzani.

Molte persone ci chiedono ‘Perché lo fate? Qual è il secondo fine?’ e noi ogni volta dobbiamo convincerli del fatto che il nostro secondo fine è solo quello di voler creare un circolo virtuoso per cui se oggi faccio del bene creando un concorso nel quale anche chi non ci conosce può vincere, magari queste persone hanno la stessa voglia a favore di qualcun altro. È questa la volontà dell’associazione. Se il frutto della nostra attività è l’essere presi ad esempio da altri, questo non può farci che piacere. Noi non abbiamo copyright e non dobbiamo farci soldi sopra, a noi importa generare felicità e ben venga se ci riusciamo. Se succedono cose buone nella città, a prescindere dal nostro reale apporto, ne siamo comunque contenti“.

I ragazzi non puntano ad avere il monopolio culturale sulla città di Portici, non è questo a cui ambiscono, loro vogliono seminare obiettivi comuni per raccogliere aggregazione, condivisione, vogliono fare del bene e farlo per bene, concretamente.

“Migliorare vorrebbe dire prendere un posto più grande, ampliare il numero dei corsi, anche se ciò che per noi è veramente importante è quanta vita riusciamo a mettere nel posto che andiamo ad occupare. Le soddisfazioni più grandi, poi, si hanno quando arrivano dei giovani che mettono a disposizione di tutti le proprie conoscenze ed il proprio tempo. Come nel caso di Ilaria, una ragazza di appena 18 anni, che in questo momento sta tenendo il corso di spagnolo. Lei è praticamente madrelingua e si è detta disponibile ad aiutarci”.

Finito il corso di spagnolo Ilaria viene a sedersi accanto a noi e quando le chiedo cosa l’ha spinta a dare una mano con il corso di spagnolo la sua risposta aiuta a comprendere meglio quanto può essere potente la forza della condivisione.

Ho conosciuto Quattroquadrati con la terza edizione del concorso fotografico e sono stata completamente rapita dall’idea di una sede in cui puoi mettere il tuo tempo, i tuoi interessi, quello per cui sei più portato a disposizione degli altri. E vedere che qualcuno realmente acquisisce qualcosa grazie al tuo aiuto mi piace tanto, è uno scambio reciproco grazie al quale impariamo l’uno dall’altro“.

Prima di congedarmi e salutare i ragazzi chiedo loro se hanno progetti futuri, qualcosa che gli piacerebbe tanto fare ma che non riescono a mettere in pratica per mancanza di spazio o di soldi ma, ancora una volta, le loro risposte arrivano dirette come un treno.

“Probabilmente con l’anno a venire istituiremo anche il corso di portoghese e quello di tedesco. Ci piacerebbe tenere un corso di pittura, uno di disegno ma lo spazio che abbiamo a disposizione non basta. Ecco perché vorremmo una sede più grande, così da poter fare più cose ed aggregare sempre più ragazzi ma le nostre economie al momento ci permettono questo e questo è il prezzo dell’indipendenza.

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Quello che faremo dipenderà moltissimo da quello che ci viene proposto di fare. Ognuno qui è partecipe ed artefice di ciò che sarà e speriamo che da questo articolo, come dall’attività che facciamo ogni giorno, possano provenire ulteriori proposte ed idee che magari oggi neanche immaginiamo. In questi anni abbiamo imparato che non devi per forza far parte di un ruolo istituzionale per poter cambiare la società ma puoi cambiare tantissimo anche semplicemente dicendo: ragazzi qua c’è un posto, utilizziamolo per viverci e per starci insieme!”

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Flora Visone

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Flora scrive da sempre perché le riesce meglio che parlare. Studia Lettere moderne e lavora in una ludoteca. Poesia e bambini, due cose che, messe insieme, un po' la vita la migliorano. Non sa cosa vuol fare da grande ma sa quello che non vuole fare: arrendersi ad una realtà che non ti fa regali, dove il futuro tocca andarselo a prendere da soli.

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