I disoccupati “7 novembre” non ci stanno, occupato il Municipio

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Sono passati solo 8 giorni dal tavolo istituzionale con Comune e Regione, eppure, i disoccupati “7 novembre” sono ritornati a rivendicare con forza i propri diritti. Hanno, infatti, occupato ieri la sala Nugnes e alcune stanze consiliari del Palazzo del Consiglio Comunale di Napoli, sito in via Verdi.

Tale protesta sarebbe stata generata dall’insoddisfazione creatasi a seguito dell’ultimo incontro tra i disoccupati “7 novembre” e le istituzioni. Secondo il movimento, gli obiettivi prefissati non erano stati raggiunti, così come avevano dichiarato subito dopo l’incontro, il 21 novembre stesso.

“Tavolo Regione e Comune
Chiediamo lavoro. Ci danno polizia.
Siamo stanchi di aspettare
#Napoli #Lavoro #7novembre”

La richiesta principale a seguito dell’occupazione, quindi, non poteva che essere quella di una nuova convocazione di un tavolo istituzionale, unita al tentativo di richiamare l’attenzione degli assessorati impegnati a lavorare sulla vertenza presentata dal movimento durante l’incontro di lunedì scorso.

L’occupazione è terminata con una “vittoria” per il movimento che ha ottenuto ciò che chiedeva e cioè un ulteriore tavolo con le istituzioni e la possibilità di portare avanti la propria proposta

La vertenza dei disoccupati “7 novembre”, così come presentata il 21 novembre scorso e che resta quindi la stessa, si basa su 5 punti:

  1. Vera fase di programmazione di politica attiva di formazione ed inserimento lavorativo, partendo dalla gestione ed utilizzo dei fondi POR e finanziamenti europei 2020 per progetti mirati a nuovi inserimenti lavorativi, che siano socialmente utili e rilevanti che coinvolgano i disoccupati;
  2. Coinvolgimento del Ministero del Lavoro iniziando dalla riqualificazione delle periferie e della città per investimenti veri e seri sulle politiche attive per il lavoro;
  3. Programmi metropolitani del lavoro a partire dall’ampliamento delle piante organiche dei servizi pubblici;
  4. Soluzioni immediate che diano respiro e garanzia di un salario minimo garantito ai disoccupati;
  5. Clausole sociali di inserimento lavorativo e nuovi percorsi di aggiornamento e formazione al lavoro.

Il movimento ha comunque annunciato di non volersi fermare qui e ha lanciato nuove iniziative per i prossimi giorni.

Desire Rosaria Nacarlo

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