Verde è il colore dell’ossesione per ogni architetto e/o ingegnere che si rispetti: ai classici problemi strutturali e/o estetici, chi si ritrova a progettare nuovi spazi urbani ha di fronte l’urgenza di immaginare soluzioni ecosostenibili.

I grattacieli, ad esempio, sono stati da sempre sinonimo di potenza economica, il tentativo dell’uomo di innalzarsi costantemente più in alto, perché più in alto si va più aumenta il potere. Oggi, però, le esigenze sono cambiate: un grattacielo è anche il modo per risparmiare spazio, per tentare soluzioni ingegneristiche all’avanguardia e sbizzarrirsi in esperimenti architettonici sorprendenti.

Il caso di Taipei è esempio lampante di avanzamento tecnologico e rispetto dell’ambiente: il Taipei 101 è un grattacielo di ben 96 piani in grado di assorbire raffiche di vento sino a 450 km/h e scosse sismiche sino ad un’intensità di 6.8° sulla scala Richter. L’elemento innovativo di questo grattacielo, terminato nel 2008, è la presenza di una sfera di quasi 6 metri di diametro in grado, oscillando, di equilibrare le inclinazioni dovute a venti o scosse fino ad un massimo di 1,5 metri.

Verde
Taipei 101

Se il Taipei 101 risponde egregiamente al problema della stabilità di strutture di tali dimensioni, la vera sfida oggi è legata alla sostenibilità ambientale di quelli che per molto tempo sono stati definiti dei veri mostri. L’Agora Garden progettata dallo studio di Vincent Callebaut è una eco-torre in grado di assorbire circa 130 tonnellate di anidride carbonica ogni anno: sui 28 piani, grazie ad una struttura a doppia elica che ricorda la struttura del DNA (oppure la filosofia taoista dello Ying e dello Yang, sicuramente più vicina alla cultura orientale), saranno piantati più di 23.000 alberi. Inoltre sul tetto posizionato a cento metri di altezza sono ospitati circa 1000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici. Questo impianto è in grado di coprire gran parte del fabbisogno energetico di tutta la struttura. Al di sotto del pergolato vi sono un giardino panoramico e impianti per il recupero e il riutilizzo dell’acqua piovana. Sempre nell’ottica di una notevole efficienza energetica la struttura è altamente isolata dall’esterno attraverso un sistema di doppie vetrate. Ogni abitazione avrà inoltre a disposizione alcuni metri quadrati di orto dove piantare e coltivare la propria verdura.

Il progetto Agora Garden è un esortazione ad abbracciare uno stile di vita all’insegna della sostenibilità e di una coscienza ecologica. Esempio unico nel suo genere che rispetterà anche l’antico pensiero cinese, da sempre contrario a separare l’uomo dalla natura.

Impossibile prevedere uno sviluppo in questa direzione anche in Europa, magari in Italia?

Assolutamente no, basti pensare al progetto del Bosco Verticale di Milano. L’architetto Stefano Boeri e il suo team hanno ideato il più alto grattacielo residenziale di Milano, per valorizzare l’area del Centro Direzionale della capitale lombarda; una sfida ardua ma vincete nell’unire alla funzionalità del grattacielo anche un concetto di città verde. Un grande successo per un progetto tutto italiano, premiato nel 2014 come grattacielo dell’anno.

Verde
Bosco Verticale

L’architettura è sempre di più verticale, che possa rappresentare anche la salvezza del nostro polmone verde? Arriveremo a progettare intere foreste verticali? E se ogni uomo adottasse un albero sul proprio balcone? Che poi, diciamocela tutta, una manciata di verde è anche piacevole agli occhi.

Francesco Spiedo

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