Negli ultimi giorni girava notizia circa la possibilità di prevedere un evento sismico grazie alle variazioni della gravità terrestre che avviene proprio durante i grandi eventi sismici.

In realtà la notizia sul ruolo della gravità nella previsione degli eventi sismici, non è priva di fondamento scientifico, ma vanno fatte le opportune precisazioni.

Durante un evento sismico di grandi proporzioni si muovono grandi masse terrestri che, quindi, provocano una variazione locale della forza di gravità.

Attraverso la misurazione della variazione del campo gravitazionale si potrebbe, in linea di prevedere l’inizio di un imminente terremoto.

In particolare, la leggera diminuzione della forza di gravità terrestre che, secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications, potrebbe diventare una spia dei terremoti, ossia uno dei segnali che potrebbero avvertire dell’arrivo di una scossa.

Lo studio è stato coordinato dal sismologo Jean-Paul Montagner del Consiglio nazionale delle Ricerche francese (Cnrs).

I ricercatori, dei quali fa parte l’italiano Matteo Barsuglia, hanno tuttavia osservato che questa scoperta, pur avendo un gran potenziale, deve essere considerata con cautela.

Per renderla attuabile, infatti, bisognerebbe installare una rete di strumenti così sensibili da essere in grado di rilevare minime variazioni nella gravità. Tale rete di misuratori, inoltre, dovrebbe essere molto fitta.

Bisogna inoltre considerare il tempo limitato di preavviso che tale sistema potrebbe offrire: si tratta infatti solo qualche decina di secondi. Quindi un margine di preavviso davvero quasi inutile.

Salvatore Annona

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