È napoletano Vincenzo Cristiano, il magistrato accusato di corruzione di atti giudiziari e posto agli arresti domiciliari nella sua casa di origine in Campania.

Il gip Cristiano, infatti, operava lontano dalla sua regione di nascita, a Tempio Pausina, una cittadina in provincia di Sassari.

L’accusa è scattata dopo una serie di indagini, partite proprio dalla Sardegna, in riferimento alla società Farvic, che gestisce un ristorante a San Teodoro, di cui Cristiano è socio. L’inchiesta è partita due anni fa: i carabinieri di San Teodoro si insospettirono quando Cristiano si presentò nei loro uffici per avere informazioni su un controllo che era stato fatto sulla società di cui era socio. Cristiano si presentò come magistrato in servizio al Tribunale di Tempio Pausania, lasciò ai carabinieri i propri recapiti e chiese di essere aggiornato sugli eventuali sviluppi dell’accertamento. Da quel momento il gip era nel mirino dei carabinieri sardi che iniziarono a studiare le attività della Farvic.

Poco dopo scoprirono altro e ciò li spinse a continuare l’inchiesta: il socio della società in questione era anche un pregiudicato coinvolto in un’inchiesta per traffico di sostanze stupefacenti, Cristian Ambrosio.

Andando avanti la questione venne a galla: pare che Cristiano abbia favoreggiato con la sua attività di giudice alcuni imprenditori in cambio di favori per la sua attività commerciale. Gli imprenditori in questione sono due: Manuel Spano, 37 anni, di Olbia, e’ titolare del “Centro Musica”, un’azienda che offre servizi nel campo dello spettacolo e si occupa di vendita di strumenti musicali;  e il compaesano del gip, Umberto Galizia, imprenditore prima nel settore dei videogiochi e poi della ristorazione.

Cristiano, secondo gli inquirenti, avrebbe conosciuto Spano che era accusato per una vicenda di stalking. L’imprenditore fu assolto, ma in cambio dovette fornire al gip un computer e l’uso di un furgone per il trasporto di merci dalla Sardegna a Napoli.

Galizia, invece, che era finito sotto inchiesta per un caso di estorsione, ebbe una “parcella” più alta da pagare al magistrato per la sua scarcerazione: stoviglie per il ristorante di San Teodoro, l’uso di un immobile a Olbia e l’agevolazione per l’acquisto di una Smart a 1.500 euro a fronte dell’originario prezzo di 8.000.

La questione è arrivata in Lazio ed è adesso competenza della Procura di Roma. Il fascicolo è affidato al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al sostituto procuratore Stefano Rocco Fava e i provvedimenti cautelari sono firmati dal gip Giulia Proto, che ha deciso per gli arresti domiciliari visto che i fatti sono ancora tutti da chiarire e l’indagine è ancora in corso.

Lucia Ciruzzi 

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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