Il silenzio elettorale è stato violato. Dal PD. Queste le parole della denuncia del giurista Ugo Mattei, insegnante di diritto civile all’Università di Torino e di diritto internazionale comparato all’Hastings College of Law dell’Università di California, che stamattina alle ore 10.00 ha ricevuto sulla propria bacheca Twitter un video di propaganda del Sì (dal titolo “Ogni voto è importante. Io voto sì”) sponsorizzato dal Comitato omonimo.

Il giurista Mattei, in seguito all’avvenimento, si è recato presso la stazione dei carabinieri di Torino Barriera Casale e ha denunciato l’accaduto, sporgendo denuncia direttamente il PD: «Sono riuscito a denunciare gli imbroglioni del #si che violano #silenzioelettorale», commenta poi sul suo account Twitter.

Sarebbe questa una grave infrazione, da parte del PD e del Comitato che si è mobilitato a favore del Sì, della legge n. 212/1956, che stabilisce che nei giorni precedente e in quelli effettivi delle elezioni referendarie è vietata la propaganda elettorale, che sia attraverso manifesti, comizi, riunioni, assemblee. Lo stesso divieto viene specificato anche per le emittenti radiotelevisive private.

Sebbene il video di propaganda che ha rotto il silenzio elettorale sia circolato su Twitter, un social network che rappresenta un nuovo mezzo di comunicazione ancora da regolamentare, l’effetto sul silenzio elettorale è lo stesso. Tanto più che i social network sono ormai un potentissimo mezzo per raggiungere ingenti quantità di persone e, per il Comitato per il Sì, un altro modo per raccogliere, anche negli ultimissimi momenti referendari, voti a loro favorevoli.

Queste le ultime notizie di un referendum che si è annunciato movimentato e rovente fin dai suoi primi esordi. E che anche negli ultimi istanti di voto non smette di suscitare dubbi e perplessità sui modi in cui la campagna referendaria è stata condotta.

Elisabetta Elia