“Tu riest’ o core da Sanità. Cià o Gè cià”.

Così recita lo striscione posto alla finestre di uno stabile di Vico Lungo San Raffaele a Materdei, occupato oggi e destinato alla nascita di un presidio anticamorra, dedicato alla memoria di Genny Cesarano.

O Gè: la vittima di camorra Genny Cesarano

Gennaro Cesarano, 17enne del Rione Sanità, morì il 6 settembre 2015, alle 4.30 di una caldissima notte d’estate, in cui lui ed i suoi amici non avevano voglia di tornare a casa. Genny è stato ucciso durante una delle tante “stese”, a cui i camorristi ricorrono per seminare il panico durante le guerre tra clan.

Quella notte, dei ragazzi in motorino erano diretti proprio in piazza San Vincenzo alla Sanità, dove si trovava il pub che Genny frequentava.

I giovani erano su due scooter, avevano il volto coperto dai caschi, tenevano i fari accesi e puntati in alto, per non essere visti e, soprattutto, erano armati. Hanno iniziato a sparare sull’unico gruppo di persone ancora in strada, quello degli amici di Genny. Uno dei 20 colpi esplosi è stato fatale per il 17enne.

Soltanto dopo quasi un anno si scoprirà che il ragazzo, innocente, aveva pagato per qualcun’altro che, secondo quei camorristi, sarebbe dovuto morire quella notte: il boss del clan dei Barbudos. A rivelarlo l’ennesimo pentito tra i Capitoni di Secondigliano, Carlo Lo Russo.

Il presidio anticamorra allo stabile occupato

Ad annunciare la nascita di questo nuovo spazio, i ragazzi di Insurgencia, con un post su Facebook che introduce ad una breve video-intervista al papà del ragazzo di 17 anni, ucciso ormai più di un anno fa.

Sia i giovani attivisti che Antonio Cesarano, ci hanno tenuto a sottolineare l’importanza di non far cadere nel dimenticatoio ciò che è successo a Genny. Hanno sottolineato, inoltre, il risveglio e la vicinanza del quartiere Sanità che, dopo la morte di quel ragazzo innocente, ha iniziato a pretendere giustizia e legalità.

La creazione di questo nuovo presidio non fa altro che aggiungere, quindi, un ulteriore tassello a un percorso cominciato già subito dopo i funerali del 17enne: coccarde viola apparvero in tutto il Rione, come simbolo non solo del lutto, ma anche di denuncia, nella speranza che gli assassini di Genny fossero assicurati alla giustizia.

Ora si è deciso di regalare un nuovo spazio a questo quartiere, un luogo occupato per dare la possibilità a tutti di partecipare ad “attività, laboratori e momenti di socialità”.

Il post di Insurgencia si chiude, oltre che con un invito a chiunque di visitare lo stabile occupato, con queste parole:

“Dal basso riconquistiamo spazi di #giustiziasociale come antidoto al ricatto delle #camorre e in risposta a una classe politica attenta solo agli interessi dei più forti”.

La notizia è stata poi ripresa e diffusa anche dal presidente della Municipalità 3, Ivo Poggiani, che ha condiviso la propria volontà e disponibilità a visitare l’edificio occupato.

Desire Rosaria Nacarlo