A fine novembre la commissione Agricoltura della Regione Campania ha approvato all’unanimità la proposta di legge in merito agli “Interventi per favorire la coltura della canapa industriale nelle varie filiere produttive“.

Il prossimo passo per l’applicazione della legge è il passaggio in aula per l’approvazione finale della proposta, avanzata da Gennaro Oliviero e redatta in collaborazione con il CREA CIN di Caserta. Tale legge ha come finalità la promozione del ripristino della coltivazione della canapa industriale (Cannabis sativa L.) sul territorio regionale, in quanto coltura da reddito adatta a diversi impieghi dei suoi derivati; gli usi di tale pianta si rifanno, infatti, a diversi settori: alimentare, industriale, ambientale ed energetico. Attualmente sono poco più di 100 ettari i terreni destinati alla coltivazione della canapa industriale in Campania.

La proposta parte da un presupposto fondamentale: “La canapa è una coltura nobile e antica, grazie alla quale fino alla metà del secolo scorso la Regione Campania contribuiva a rendere l’Italia il secondo Paese al mondo per la quantità di canapa prodotta e il primo per qualità della fibra; è una pianta estremamente versatile e dalle molteplici applicazioni e costituisce una risorsa preziosa per favorire un modello di sviluppo economico sostenibile“.

La legge prevede incentivi di 30mila euro sino al 2018, oltre a sinergie con il Programma di sviluppo rurale della Campania 2014-2020.

Sulla canapa – ha sottolineato Petracca – ci allineiamo alla legislazione nazionale dato che proprio in queste ore il Senato ha dato il via libera ad una legge che disciplina la stessa materia. La canapa è una coltura di grande rilievo perché è in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, del consumo dei suoli, della desertificazione e della perdita di biodiversità. Favorirne la coltura rappresenta perciò un passo importante su aspetti diversi e complementari che vanno dall’agricoltura alla tutela ambientale fino alle attività produttive”.

Potranno usufruire dei fondi le imprese agricole singole ed associate, associazioni di produttori agricoli, oltre a partenariati (anche sotto forma di Pei) “costituiti da imprese, enti di ricerca, PMI di trasformazione ed altri soggetti che hanno tra i propri scopi la lavorazione, commercializzazione e promozione della canapa e dei prodotti derivati”.

I contributi verranno stanziati per diverse attività, tra cui:
-il reperimento del seme;
– la realizzazione di impianti di lavorazione e trasformazione;
– ricerche e studi di fattibilità per gli utilizzi industriami delle materie prime, comprese anche le indagini di mercato;
– ricerche volte all’innovazione dei settori agronomico, agromeccanico, agroindustriale, artigianale, alimentare e nutraceutico;

Altre attività avranno carattere di azioni e progetti pilota:
– prove di collaudo per l’innovazione varietale e di processo nella coltivazione, con carattere di sostenibilità ambientale ed economica;
– reperimento, riproduzione e gestione del materiale di propagazione, con priorità per progetti che prevedono la creazione di una banca del seme regionale a gestione associata;
– sperimentazione di nuove agrotecniche;
– studi e ricerche su utilizzi industriali, ambientali ed aziendali innovativi ed alternativi della canapa.

Marta Buono