Il giorno 5 dicembre 2016 è stata una giornata importante nella storia delle Fonderie Pisano che da tempo affrontano un’odissea interminabile.

Agli uffici felle Fonderie sono arrivati i dati Arpac riguardanti le indagini compiute nei giorni 10,18 e 26 agosto 2016 per monitorare le emissioni derivanti dai processi di fusione. Sembrerebbero positive le indagini in quanto tutti i valori ed in particolare quelli relativi alle concentrazioni di Monossido di Carbonio (CO), Ossido di Azoto (NOX) e di Biossido di Zolfo (SO2) sono risultati inferiori ai parametri limite previsti della normativa vigente in Italia; così anche le indagini relative ai controlli delle acque di scarico ottenute mediante l’analisi di 34 parametri differenti.

In questi mesi le Fonderie Pisano cercano ancora un luogo dove completare il process

o di delocalizzazione e le polemiche diventano sempre più accese da parte del presidente della società, Mario Pisano, il quale ha affermato, in merito alla questione di regolarità della compravendita del suolo del comune di Campagna: “Desta perplessità un atteggiamento di totale chiusura rispetto all’ipotesi della realizzazione di un nuovo impianto a basso impatto ambientale non solo da parte del sindaco di Campagna, ma anche da parte di altri primi cittadini che si dichiarano non intenzionati a valutare un’opzione che apre sicuramente prospettive di crescita delle economie locali ed è in grado di attivare ricadute occupazionali non secondarie sia dirette che nell’indotto”.

Le Fonderie Pisano sono alla ricerca di una meta adeguata in cui stabilirsi,  nei mesi passati si parlava di Battipaglia, Eboli e altre ancora (per approfondire la questione delle ipotetiche mete: Delocalizzazione Fonderie Pisano, ecco le mete). Ad oggi sembra quasi esclusa Battipaglia. Infatti, come ha affermato il Coordinatore Coalizione Bruno di Cunzolo d’accordo con la sindaca Cecilia Francese: “A Battipaglia non ci sono neanche gli spazi necessari. Piuttosto istituiremo un ufficio di vigilanza tecnico sull’ambiente per garantire maggiore attenzione sulla salute pubblica.”

Insomma, la triste storia delle Fonderie Pisano continua senza sosta, triste quanto l’impatto ambientale che ha avuto sui territori circostanti nel corso dei decenni.

Nicoletta Crescenzo