Scafati, così titola lo striscione che martedì 6 Dicembre gli esponenti della sinistra hanno esposto in un presidio contro la presenza della Lega Nord locale in piazza per la diretta di una trasmissione televisiva, “Dalla vostra parte”, in onda su Rete 4. Ma partiamo da lontano per analizzare bene la situazione.

Il programma televisivo in questione, condotto attualmente da Paolo Del Debbio, va in onda tutte le sere nella fascia orario pre-cena ed è stato accusato più volte di dare spazio a contenuti populisti e razzisti. La puntata che ha creato scalpore nella serata piovosa della piccola Venezia era dedicata al tema della “sicurezza”, accostata in un connubio del tutto particolare al tema dell’immigrazione.

Immigrati

I membri di “Noi con Salvini” hanno contattato la trasmissione per denunciare una presunta presenza abusiva di immigrati nelle case popolari e di un altro tasso di microcriminalità, apparentemente causata dalla presenza di “clandestini”. Questo il tema portato in piazza dai leghisti che, però, hanno subito una violenta contro-offensiva verbale da parte di alcune associazioni scese in piazza per ribadire come Scafati fosse una città aperta.

Hanno partecipato al presidio il circolo ARCI Ferro 3.0, i ragazzi di Libera Scafati, gli esponenti dei Giovani Democratici e l’Unione degli Studenti Scafati. Tra cori molto coloriti nei confronti della lega e contrasti abbastanza accesi a telecamere spente, il messaggio dei presidianti era molto diretto: Scafati non è una città razzista, gli immigrati sono integrati e, piuttosto, bisognerebbe ricercare la causa del problema sicurezza a Scafati nella mala amministrazione.

Ecco che la frase ” Migranti non lasciateci soli con la camorra” diventa un chiaro segnale alla politica scafates. I cittadini sentono il disagio di un abbandono da parte della politica, rintanata nelle proprie stanze comunali e poco vicina alla gente. Del Debbio è stato più volte accusato di essere populista ed ha per questo scritto un libro, “Populista e me ne vanto”, dove dichiara che se essere populisti significa stare vicino alle folle allora è fiero di esserlo.

La contraddizione nasce però dal fatto che troppo spesso le trasmissioni televisive veicolano odio, messaggi escludenti e alzano barriere culturali ed economiche. Il migrante è diventato ormai il capo espiatorio della società odierna, un po’ come lo erano cento anni fa gli Ebrei. La politica di pancia punta proprio a toccare quei bassi istinti dell’uomo che vuole liberarsi dei propri bisogni materiali. Ecco che lo straniero (che sia caucasico, di colore o asiatico è indifferente) viene sistematicamente designato come origine dei mali.

Ma Scafati è per tradizione medaglia d’oro alla resistenza, una città storicamente antifascista e antirazzista e la narrazione che ne fanno i leghisti sembrava troppo sconsiderata anche ai cittadini accorsi in piazza; in particolare una giovane extracomunitaria ha attaccato pesantemente i giornalisti e gli esponenti della lega, fra cui Ugo Aiello e Mariano Falcone, sottolineando come fosse sbagliato accusare gli immigrati della microcriminalità cittadina quando la stessa amministrazione era stata vittima di indagini per associazione camorristica.

Fra urla e schiamazzi vari il collegamento si è interrotto al cospetto di un giovane immigrato che ha violentemente insultato il vicesindaco Giancarlo Fele, con tanto di fascia tricolore per fare le veci del dimissionario Pasquale Aliberti, il quale ha cercato comunque di sottolineare come cercasse di fare il possibile per risolvere le condizioni nelle quali vessano gli immigrati scafatesi.

Immigrati Don Peppino De Luca ci ha tenuto  a sottolineare tramite i social network come la Scafati da lui conosciuta è solo “quella che organizza la speranza intorno ad ogni uomo e donna senza chiedere la provenienza. Quella che si impegna ogni giorno ad alleviare la sofferenza degli ultimi, quella che serve a tavola nelle mense, quella che prepara i letti per la notte, quella che non chiede a quale religione appartieni, quella che si incontra per conoscersi e non per puntarsi il dito contro, quella che cerca di risolvere i problemi e non allestisce caccia alle streghe la Scafati impegnata a costruire ponti e non ad alzare barricate.

L’immagine che emerge di Scafati è molto contradditoria: da una parte la Scafati colma di paure e odio, di ricchezza e corruzione; dall’altra la Scafati ricca di integrazione e tradizione antifascista, una città povera ma aperta alle differenze e al confronto. Sta adesso ai cittadini evidentemente scegliere da che parte stare.

Manuel Masucci