Sanità Tà Tà. Musica e cultura nel cuore della città è stato il vero evento della festa dell’Immacolata a Napoli.

Un’intera giornata di attività e spettacoli, voluta dalla III Municipalità di Napoli, in collaborazione con commercianti, associazioni e abitanti del territorio, passata tra cultura, musica e acquisti pre-natalizi.

Il nome, va inteso alla napoletana, come “Sanità immediatamente”, poiché l’evento nasce proprio con l’intenzione di permettere a tutti di conoscere il quartiere di Napoli per quello che è davvero, con i suoi beni culturali e le sue attività commerciali.

L’arte e la cultura di Sanità Tà Tà

La festa ieri alla Sanità e ai Vergini è cominciata molto presto: alle 9 del mattino erano già pronti stand e gazebo, ma soprattutto cominciavano le prime visite guidate.

Una delle prime a partire e anche una delle più caratteristiche, è stata quella organizzata dall’associazione Napoli pedala: un tour in bici, con partenza dalla Galleria Principe di Napoli, ingresso poi al Borgo Vergini e infine passaggio per Via Sanità, fino al Cimitero delle Fontanelle.

Alla bellissima Basilica di Santa Maria della Sanità, meglio conosciuta come Chiesa di San Vincenzo, o do’ Monacone, l’associazione Un’infanzia da Vivere ha tenuto un Laboratorio per bambini, di terapeutica artistica.

Anche la già ricca serata del Sanità Tà Tà ha visto lo svolgersi di numerose visite guidate, tra cui, tra le più rimarcabili, quelle alle Catacombe di San Gaudioso, all’Acquedotto Augusteo del Serino e, soprattutto quella al Complesso S. Maria della Misericordia, detta della Misericordiella, solitamente chiusa al pubblico.

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La grande serata al Borgo Vergini e alla Sanità

Senza dubbio la vera festa è cominciata dopo il tramonto, quando i sei palchi allestiti in tutto il rione si sono riempiti di artisti.

Al dare “inizio alle danze” l’inaugurazione a piazza Sanità dell’albero di Natale, donato al quartiere dall’Euphorbia Srl. Ad accenderne le luci il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il presidente della Municipalità Ivo Poggiani.

Il sindaco poi è rimasto fino a tarda serata alla festa, rifiutando però di intervenire pubblicamente, volendosi semplicemente godere i festeggiamenti insieme agli altri cittadini napoletani. Soltanto Franco Ricciardi, che si stava esibendo sul palco principale, ai piedi della gigantesca Basilica della piazza, è riuscito a convincerlo a salire lì di fianco a lui e a salutare le persone del Rione.

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Franco Ricciardi non è stato l’unico artista ad esibirsi sul palco a piazza Sanità. Insieme a lui, O’ Zulù e Massimo Jovine dei 99 Posse, Ivan Granatino, OyosheEl Coyote e Peppoh.

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Musica e cabaret anche sugli altri palchi, dove la festa è proseguita fin dopo la mezzanotte.

“Ricordiamoci della Sanità”

L’evento ha richiamato talmente tanta gente che molte delle associazioni cittadine hanno pensato di approfittarne per portare l’attenzione su un quartiere sempre sulla bocca di tutti, ma mai considerato davvero.

Tra le più famose, presente con un proprio banchetto e con alcune attività, l’associazione Sii Turista della tua Città.

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Con ben due postazioni, una al Borgo Vergini e una a Piazza Sanità, a far sentire la propria voce ieri è stato soprattutto il presidio permanente per l’ospedale San Gennaro.

I ragazzi del presidio hanno tenuto più interventi nel corso della serata, nel tentativo di far capire alle persone del quartiere in cui sorge l’ospedale (salvato dallo smantellamento solo grazie ad un’occupazione), che cambiare le cose è possibile, che il rione è di chi lo vive.

Dal palco centrale hanno ricordato che la lotta continua “tutti i giorni alle 18 fuori al san Gennaro, per appropriarci di ciò che è nostro e cioè la vita ed i mezzi che ci servono a viverla”.

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Evidentemente il tema è molto sentito, dato che è stato ripreso più volte nella serata, ad esempio da padre Alex Zanotelli e dal presidente della Municipalità Ivo Poggiani.

Poggiani ha parlato poi del futuro del rione e delle difficoltà di un territorio generalmente mal considerato:

“Qui si dice sempre che bisogna resistere. Io penso abbiamo passato la fase della resistenza e siamo al contrattacco. Pensiamo ad oggi: noi come municipalità e comune abbiamo dato un po’ di permessi e abbiamo chiuso la strada, ma il cuore sono stati i commercianti e gli attivisti del quartiere, che ogni giorno resistono e contrattaccano e raccontano un rione diverso. 

(…) a giugno avremo la ztl a Borgo Vergini, come la metropolitana. Sono stati stanziati 7 milioni e mezzo di euro per la metropolitana alle Fontanelle. Ci sarà un tunnel, tra tre anni, che collegherà la metro di Materdei a questa. I soldi ci sono, sono stati stanziati, non sono promesse, non sono chiacchiere. Oggi ci stiamo prendendo un impegno che prima di noi si era preso de Magistris.

(…) l’8 dicembre deve diventare un evento che qui si dovrà festeggiare anno dopo anno.”

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Sanità Tà Tà secondo la Sanità

Che l’evento sia stato accolto con entusiasmo nel rione, è indubbio. I commercianti del quartiere si sono dimostrati più che entusiasti e si sono ingegnati per poter trarre il meglio da quella che hanno visto come un’enorme opportunità.

La pizzeria Concettina ai 3 Santi ha illuminato la scritta “Il nostro cuore Batte per la Sanità“, dimostrando di apprezzare il ruolo di simbolo del rione che da un paio di anni gli è affibbiato.

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Ma non solo i locali più famosi hanno attirato la folla: una macelleria nel bel mezzo del rione, la macelleria Vittozzi, con i suoi panini con zuppa forte, ha avuto il suo bel da fare.

La proprietaria era davvero emozionata: “questa è stata una cosa straordinaria. Nella Sanità non c’è solo della cattiva gente ma ci sono tantissime brave persone. Evviva la Sanità.”

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C’è stato, però, qualche scettico.

Luca, un ragazzo del quartiere, ha detto:

“L’evento sicuramente è un’occasione importante per un quartiere che ha sempre avuto una dimensione di ghettoQuello che un po’ ci preoccupa è che il turismo diventi contraddittorio rispetto la presenza dei cittadini del rione stesso. Se non c’è lavoro; se ti levano i servizi come l’ospedale e la scuola (abbiamo sì e no due scuole per un territorio di 70.000 persone), si è costretti ad andare fuori da questo quartiere, che sarà poi oggetto di speculazioni che lo trasformeranno in un palcoscenico turistico, ma senza le persone del territorio.
Benissimo quindi questo evento, ma che siano una parte di un tutto.”

Desire Rosaria Nacarlo