Alle ore 12 del giorno 12 dicembre 2016 si è riunita la direzione del PD.

Presente anche Renzi all’incontro; si è subito stabilito che l’obiettivo del giorno sarebbe stato quello di risolvere la crisi di governo. Dopo una veloce presentazione da parte del Presidente del PD, Matteo Orfini, si parte riepilogando le consultazioni, di ciò che è stato discusso nei giorni precedenti tra le file del PD.

Prende parola il vicesegretario Guerini il quale spiega: «Abbiamo voluto dare un mandato chiaro alla direzione, attraverso tre punti: primo, la proposta di un governo di responsabilità aperto a tutte le forze politiche per affrontare gli appuntamenti e le scadenze dei prossimi mesi; due, la posizione del PD espressa anche dopo l’incontro con Mattarella e Zanda, di arrivare in tempi brevi alle elezioni – specificando – il partito democratico non ha paura delle elezioni; tre, agevolando il cammino per risolvere la crisi di governo, attraverso la decisione del Presidente della Repubblica».

Speranza, l’esponente della minoranza PD, spiega: «Le prossime elezioni le vinceremo solo se saremo in grado di convincere a star con noi almeno una parte di chi ha votato No. – e incalza riferendosi all’ex Presidente del Consiglio Oppure, caro Renzi, devi avere il coraggio di dirci il contrario, senza nasconderti dietro gli insulti organizzati su internet o le manifestazioni promosse davanti al Nazareno». E conclude: «Non c’è più spazio nel PD per chi ha votato No, lo si dica con chiarezza, io penso che il PD per vincere le prossime elezioni deve recuperare un pezzo di persone che hanno votato No».

Seguono gli altri membri del partito, i quali sottolineano l’importanza di ripartire con lo stesso piglio di prima, tra chi lo attacca e chi è dalla sua parte. Secondo Migliore «si deve rivedere ciò che è sbagliato e ciò che è fatto bene» e per quanto riguarda il M5S dice: «Il Movimento è partito come un punto di protesta ed è diventato un partito forte che ha un programma abbastanza definito che si è preso la vittoria del No al referendum, ma è soprattutto la capitalizzazione di un progetto politico basato sulle discriminanti: xenofobia e antieuropeismo – e aggiunge – Se noi vogliamo vincere il rancore dobbiamo ripartire dal sottrarci al rancore e se noi non abbiamo il coraggio di farlo sapendo che bisogna ricostituire una connessione sentimentale con il nostro popolo che sta dentro anche a quel 40%, non ce la faremo più».

Nelle “domande” poste dai membri presenti si è visto tutto fuorché domande in tema; nessuna domanda, solo discorsi verso la propaganda, per chi vuole Renzi fuori dal partito e chi vuole ripartire dalla presenza dello stesso Renzi. I membri si susseguono ma, all’interno della direzione, si è creato un vero e proprio dibattito sul futuro del partito.

Secondo Cuperlo: «Ci sono delle urgenze che vanno gestite fin dai prossimi giorni – spiega – Non ho paura del voto, ma ho paura del risultato. Dobbiamo, quindi, noi metterci a disposizione creando, nei limiti del possibile, le condizioni perché il risultato ci dia qualche motivo di conforto e soddisfazione – inoltre aggiunge – Il clima che si sta creando non è positivo, e non aiuta nessuno. A prescindere dalle scelte che ognuno ha compiuto nell’ultima fase. La passione politica è la cosa più importante e ogni partito dovrebbe averla per andare avanti, insieme».

Tra un intervento e l’altro, la direzione ha approvato all’unanimità l’odg, riferito alla scelta da parte di Mattarella di selezionare Gentiloni come Presidente del Consiglio.

Conclude Matteo Renzi: «Credo che sia un bel giorno quello nel quale diciamo tutti insieme “buon lavoro” a Paolo Gentiloni –  e aggiunge – Sono sorpreso di alcuni toni. Invito tutti a prendere con grande leggerezza questo momento perché una delle cose più belle dell’esperienza politica è sapere che anche nei momenti di disagio c’è una cosa meravigliosa di far parte di un grande Paese. Non aver sposato un racconto non cambia la sostanza, questa è l’Italia! E noi riusciamo recuperare a dare una speranza all’Italia che vede milioni di persone affidarsi a noi. Voglio rispetto per questa comunità e il congresso è il modo migliore per discutere di questo».

Nicola Capussela

1 COMMENTO

  1. Quello che si è sentito alla Direzione del PD fa tornare in mente Brecht: “Il Comitato centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo».
    Ecco quali sono le premesse per un futuro radioso per il PD :-)))
    Ed ho letto anche un tweet piuttosto signficativo che dice più o meno “Dopo la Direzione PD se si rivotasse per il referendum il NO salirebbe all’80%”
    Meditate gente del PD, meditate…

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