Ieri, davanti al Palazzo Santa Lucia, dove è presente la sede della Regione Campania, si è riunito il coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell’acqua.

La lotta per l’acqua pubblica risale al 2011, periodo del referendum in cui il 95% degli elettori ha votato per un’acqua pubblica gestita da aziende speciali pubbliche o da aziende consortili. Dopo il referendum, il governo ha però avviato un processo di privatizzazione delle risorse idriche. Il processo prevedeva la creazione di grossi enti interregionali. Nel Mezzogiorno d’Italia il controllo dell’acqua è stato affidato all’Acea, di proprietà di Caltagirone e dalla Suez, una delle multinazionali più grandi di acqua francese.

In Campania, invece, la gestione è affidata da Acqua Campania, la quale è composta dal 49% dalle azioni della Veolia, un’altra grande multinazionale francese. I diversi comitati si sono riunti per dire No, per ribadire che la situazione attuale vada bloccata al più presto perché il popolo campano ha deciso che l’acqua deve essere gestita dal pubblico. I sindaci dei comuni vengono così espropriati delle loro facoltà decisionali e viene messo tutto nelle mani di poche persone che fanno ingenti guadagni sulla pelle del popolo da un bene comune primario, considerata una fonte essenziale di vita.

acqua

“Noi siamo qui perché non possiamo accettare la legge così com’è stata fatta. – ha dichiarato durante la conferenza Alex Zanotelli – Per fortuna Renzi è saltato ma il suo piano era chiaro, Gentiloni farà le stesse cose, siamo nelle stesse mani. Vogliono portare avanti l’unificazione delle multi utility al Sud. Noi questo non lo possiamo accettare. Purtroppo dobbiamo riconoscere una cosa, è inutile che ce la prendiamo con i politici. I politici se vogliono governare devono per forza obbedire alle banche. Le banche hanno già capito che non è più il petrolio dove investire ma è l’acqua ed è su questo che ci guadagneranno fortune incredibili. È importante che noi come cittadini continuiamo a dire No a queste logiche. Ecco perché siamo qui questa mattina e dobbiamo continuare questa lotta”.

Durante il presidio è intervenuto anche il rappresentate del comitato di Castellammare: “Siamo cittadini e non vogliamo pagare i debiti del gestore privato che ha un debito che ammonta a 100milioni di euro e ci fa pagare a noi attraverso le bollette. Non vogliamo più pagare questi debiti, se il gestore ha gestito male, il gestore deve ritirarsi. Noi dagli stipendi e dalle pensioni non accettiamo che questi soldi vadano poi a ricoprire i loro debiti. Solo questo vogliamo dire. Noi non paghiamo i debiti della Gori.”

Anche il rappresentate di Bagnoli è intervenuto e ha fatto riferimenti al sindaco de Magistris:”L’elemento cruciale in questo momento è spingere l’amministrazione di Napoli ad agire all’interno delle elezioni del consiglio di distretto affinché si crei una maggioranza tale che avvalori la possibilità di dare all’ABC la gestione del servizio, un’azienda speciale pubblica. Il sindaco dà dei segnali prendendo tempo su delle questioni del comitato. Poi non segue le questioni politiche in tutti i passaggi e quindi si rischia di sprecare quello che è stato lo sforzo dei comitati. Questo è un problema di carattere generale, nel senso che lo vediamo sull’acqua e lo vediamo noi sulle nostre questioni a Bagnoli. Il sindaco non può semplicemente continuare con le chiacchiere”.

Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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