“Nel bene e nel male, l’attività di Salvatore Fergola è stata la più significativa espressione artistica dell’esaltante e insieme contraddittorio slancio che ha dato alla Napoli borbonica negli anni della Restaurazione dei primati invidiabili sul versante dello sviluppo tecnologico e della produzione culturale. Le ricerche effettuate per questa mostra hanno permesso di indentificare un caso direi unico nel panorama dell’arte italiana della prima metà dell’Ottocento, di un artista che colpisce per la sua incredibile versatilità e la sicura capacità imprenditoriale.”

Così Fernando Mazzocca descrive l’instancabile attività di Salvatore Fergola (1799-1874), ultimo pittore alla corte dei Borbone e cronista di una Napoli nel pieno del suo sviluppo durante il periodo della Restaurazione. In questi anni la monarchia dei Borbone, tornati sul trono dopo la dominazione francese, sostenne un rinnovamento che fece dell’antica capitale una moderna metropoli, all’avanguardia sia sul versante delle manifatture e dell’aggiornamento tecnologico che su quello della produzione artistica e dei nuovi consumi culturali.

Fergola ritrae impeccabilmente lo sviluppo di questa crescente metropoli, documentando gli avvenimenti più significativi che hanno portato Napoli a raggiungere importantissimi primati: fra i suoi quadri più famosi troviamo infatti la costruzione della prima ferrovia italiana, il varo del primo battello a vapore e la costruzione dei primi ponti in ferro.

Ritrasse, al servizio di due re, Francesco I e Ferdinando II di Borbone, scene di un regno ancora forte e fluente e per questo motivo Salvatore Fergola, “l’artista dimenticato” delle Due Sicilie, è protagonista de “Lo splendore di un Regno”, la prima grande esposizione a lui dedicata, in mostra a Palazzo Zevallos (sede di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a via Toledo) visitabile fino a domenica 2 aprile.

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In rassegna, 63 opere tra tele e dipinti provenienti da diversi musei e istituzioni (il Palazzo Reale, il Museo di Capodimonte, il Museo di San Martino) per una personale curata da Fernando Mazzocca, Luisa Martorelli e Antonio Ernesto Denunzio.

Nei suoi dipinti compare una Napoli all’avanguardia in tutta Europa ed ormai divenuta la più popolosa e vivace città d’Italia. I protagonisti delle sue opere sono variegati, proprio come la sua città all’epoca: sono spesso ritratte scene di corte, eventi e luoghi importanti per la monarchia dei Borbone ma sono presenti anche sprazzi di vita quotidiana; Fergola, come già detto in precedenza, ha poi riposto molta attenzione alla modernità, agli sviluppi tecnologici che hanno coinvolto Napoli ed infine, grazie alla sua versatilità, ha saputo anche far parte della nuova corrente Romantica dell’Ottocento con i suoi paesaggi incantati e scene di naufragio, nei quali si confronta con i protagonisti del Romanticismo come Horace Vernet, Théodore Gudin e Turner.

La mostra “Fergola. Lo splendore di un Regno” è un viaggio nel passato e, come ha dichiarato Michele Coppola,“rinnova il ruolo che il Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo ha nel portare all’attenzione del pubblico opere del patrimonio identitario del territorio, spesso difficilmente accessibili. Questa esposizione mostra il talento e l’entusiasmo del maestro nel narrare la bellezza dei luoghi e la forza della storia napoletana”.

Daniela Diodato