L’esercito siriano, con l’appoggio dei russi, festeggia la vittoria ad Aleppo contro l’esercito dei ribelli che dopo l’insurrezione del 2013 era divisa in due.

La parte orientale era sotto il controllo dei ribelli che all’inizio della guerra era abitata da circa 2 milioni di civili. L’esercito di Assad ha dichiarato di aver conquistato circa il 98% di Aleppo est, lasciando una piccola fetta di insorti nella restante parte del territorio dove sono presenti anche dei civili. Numerose, nelle ore passate, sono state infatti le richieste di aiuto da parte di questi ultimi, letteralmente bloccati nella propria città.

La popolazione si è servita di Twitter, affidando a 140 caratteri i propri “Final message”, probabilmente gli ultimi messaggi che avrebbero potuto inviare: «I can tweet now but I might not do it forever», scrive uno di loro – «Sto twittando adesso ma potrei non farlo per sempre».

aleppo

Secondo le notizie più recenti, le fazioni si sarebbero accordate per un cessate il fuoco per consentire a civili e combattenti di lasciare Aleppo. Il consigliere legale dell’Esercito libero siriano ha precisato che la tregua comincerà da stasera quando cominceranno le prime evacuazioni.

Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon si è detto preoccupato per la situazione e teme che delle atrocità possano essere commesse in queste ore proprio nella città siriana.

Nei giorni scorsi l’ufficio ONU per i diritti umani ha inoltre dichiarato di avere le prove che le milizie di Assad hanno ucciso 82 civili sul posto e per questo motivo Francia e Gran Bretagna hanno richiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza per discutere della situazione siriana e soprattutto per cercare una soluzione per i civili intrappolati nella zona orientale di Aleppo.

I civili hanno dichiarato di non volersi spostare verso i luoghi che sono sotto il controllo dell’esercito governativo per paura di subire ritorsioni e violenze. Gli 82 civili sono stati uccisi nei quartieri sotto il controllo governativo e secondo quanto dichiarato dal portavoce dell’ufficio ONU per i diritti umani, Ruper Colville, tra le vittime ci sarebbero 13 bambini – i cadaveri sarebbero stati lasciati lungo la strada e non possono essere recuperati a causa dei bombardamenti. Sempre secondo l’ONU, le uccisioni sarebbero state perpetuate dal Movimento Harakat Hezbollah al-Nujaba, milizia governativa irachena schierata con l’esercito di Assad e le forze della sua coalizione.

Anche Lynn Maalouf di Amnesty International si dichiara preoccupata per la situazione in Siria, dato che spesso l’esercito governativo ha «mostrato disprezzo per il diritto internazionale umanitario e una profonda indifferenza per la sofferenza dei civili». Disprezzo e indifferenza che l’esercito potrebbe mostrare di nuovo, una volta completata la conquista di Aleppo.

La riconquista di Aleppo da parte dell’esercito siriano è sicuramente una sconfitta per i ribelli anti-regime, ma non rappresenta la fine della guerra. I ribelli sono presenti ancora nel nord-ovest del paese e nel sud, mentre i miliziani dell’ISIS hanno riconquistato Palmira e possono contare sul proprio insediamento a Raqqa.

Sabrina Carnemolla