Nasce la prima biblioteca di quartiere nel Rione Sanità grazie all’associazione Onlus ‘Adda Passà ‘a Nuttata’. Abbiamo intervistato il presidente Davide D’Errico.

Lo scorso sabato è stata inaugurata, con un flash mob intitolato appropriatamente ‘Book in Air’, la prima biblioteca di quartiere nel Rione Sanità, nata in un bene confiscato alla camorra. Per l’occasione 100 ragazzi travestiti con cappelli da Babbo Natale hanno letto alcune storie tratte da altrettanti libri formando così una catena umana che ha messo in collegamento Piazza Sanità alla sede della biblioteca. L’idea e la realizzazione del progetto si deve all’associazione Adda Passà ‘a Nuttata, attualmente la prima organizzazione d’Italia fondata e strutturata da soli giovani. Come giovane è il presidente della Onlus, Davide D’Errico, 25 anni, che abbiamo intervistato per l’occasione.

Davide, come e quando nasce il progetto ‘Adda Passà ‘a Nuttata’ e quanto di concreto ha già fatto per la città di Napoli?
“Adda Passà ‘a Nuttata è attualmente l’associazione Onlus più giovane di Napoli. Fondata e formata da soli volontari under 25. Nasce 6 anni fa, nel pieno dell’emergenza rifiuti, a Napoli dall’idea di quattro diciottenni di non arrendersi alla paura, al racconto stereotipato della città, ai disservizi e di provare a cambiare rimboccandosi le maniche e mettendosi a servizio della città. Così ingenuamente entusiasti cominciamo a fare volontariato in stazione, portando un panino e un sorriso ai senza fissa dimora; promuoviamo iniziative di ‘guerrilla gardening’, vere e proprie battaglie di giardinaggio per riqualificare le zone più sporche e grige della città e lanciamo una serie di campagne di comunicazione sulla città come PORCELLUMSTRUNZ e NAPOLI E’ CASA TUA. I due eventi più importanti che abbiamo realizzato in questi anni sono Adda passà l’R4, flash mob contro i disservizi del trasporto pubblico e Park Attack, flash mob contro il fenomeno dei parcheggiatori abusivi”.

Avete istituito la prima biblioteca pubblica nel quartiere Sanità. Com’è nata l’idea?
“La prima biblioteca pubblica del quartiere Sanità nasce in un bene confiscato alla camorra, in una delle strade più interne e invisibili del Rione, Salita Cinesi 1, per provare a portare cultura, speranza e capacità di sognare (che solo i libri sanno insegnare) ai bambini del quartiere. Tre anni fa ricevemmo quel piccolo basso in condizioni pessime: i muri distrutti, la controsoffittatura crollata, un’umidità enorme. In tre anni l’abbiamo restituita alla bellezza, alla cittadinanza e ai bambini, che sono la cosa più importante. Da sabato scorso lì chiunque vuole può entrare, senza pagare niente, e ricevere in dono un libro. Quel posto non è nostro, ma di chi ama il quartiere. Per questo lo abbiamo chiamato CASA NOSTRA e lo abbiamo aperto a tutte le associazioni di volontariato che, alternandosi, garantiscono progetti gratuiti per grandi e piccini tutti i giorni”.

Quanto davvero la cultura può aiutare a fermare la criminalità organizzata?
“La cultura è uno strumento di lotta enorme contro tutte le intolleranze, le violenze e le camorre. Ma da sola non è sufficiente. In alcune zone della città mancano servizi sociali, lavoro e dignità. Combattere le camorre non è uno slogan. Ma significa mettersi in cammino, cittadini e istituzioni, forze dell’ordine e associazioni, per restituire bellezza ai territori impoveriti, alle periferie, ai quartieri dove manca non solo lo stato ma anche un senso profondo di comunità che si sente solidale e si riconosce nei valori che ci rendono fratelli. La cultura, che è quello che proviamo a seminare noi, è il primo gradino della scala. Per salirla serve l’aiuto di tutti, a cominciare dalla politica e dalle istituzioni”.

Avete altri progetti in mente che vi piacerebbe portare a compimento?
“Il prossimo progetto su cui stiamo lavorando è l’adozione di una strada ai Colli Aminei.
Vogliamo riportare alla luce un quartiere attraverso un progetto di riqualificazione urbana dal basso. L’idea è semplice: l’associazione adotta le aiuole, pulisce le strade, organizzando almeno due grandi eventi tutti gli anni con decine di volontari. Tutte le settimane durante l’anno alcune persone in difficoltà, finanziate dall’associazione grazie ai contributi di tante famiglie del quartiere, fanno da giardinieri e spazzini aiutandoci a mantenere decoro e bellezza tra le strade. Attualmente abbiamo adottato circa 10 aiuole e 100 metri di strada. Il progetto però è ambizioso e nei prossimi mesi lo allargheremo coinvolgendo negozianti e condomini”.

Flora Visone