Nel fascicolo aperto dalla Procura di Napoli vi è, a carico del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, una ipotesi di reato: Istigazione al voto di scambio.

Il tutto risale alla campagna referendaria. Durante l’incontro avvenuto all’Hotel Ramada di Napoli, il Presidente De Luca dichiarò, senza mezzi termini: “ E’ necessario far vincere il Sì  “ – prosegue: “Prendiamo uno notoriamente clientelare, Franco Alfieri, sindaco di Agropoli, che lui sa fare la clientela bene, come Cristo comanda, in maniera organizzata, scientifica, razionale. Ah, queste cose belle. (…) Bene, l’impegno che assume formalmente qui davanti a voi Franco Alfieri è di portare a votare 4000 cittadini di Agropoli (la metà degli elettori, ndr), in blocco, armati, con le bandiere, entusiasti. Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, le barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma tu devi portare 4000 persone a votare, se ne porti di meno, di fronte al popolo, sei condannato”.

Una battaglia per il sì che conveniva fare, spiegò il Presidente, in vista dei tanti fondi che sarebbero arrivati  in caso di vittoria, dal Governo.

Il Presidente della Campania giustificò così le sue dichiarazioni: ” Si trattava di battute goliardiche”.

Nonostante la sfiancante campagna elettorale, nella roccaforte di De Luca, ossia Salerno ha vinto il no, così come ad Agropoli, città di Alfieri “un notoriamente clientelare”, come lo definì il presidente della Regione Campania.

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