Siamo un popolo di obesi. È questa la triste realtà che arriva dagli studi sul rapporto tra italiani e attività fisica: quattro adulti su dieci, infatti, risultano in sovrappeso e un altro è addirittura obeso, mentre tra i cittadini fisicamente attivi si conta appena una persona su tre, stessa quota di quelli sedentari.

Sovrappeso e sedentari: è così che gli italiani stanno diventando (o più precisamente, sono attualmente), come si evidenzia dai dati del sistema di sorveglianza Passi (Progressi della aziende sanitarie per la salute in Italia), attivato ormai dieci anni fa dal ministero della Salute con l’obiettivo di effettuare un monitoraggio a 360 gradi sullo stato di salute della popolazione dai 18 ai 69 anni.

Quadro a tinte fosche

Ebbene, la fotografia odierna non è certo confortante, perché nel nostro Paese si fa ancora troppo poca attività fisica e non sempre ci si nutre in modo corretto. E così, ecco che si scopre che l’Italia ha il tasso più alto di bambini obesi o sovrappeso di Europa e che tra gli adulti quattro su 10 risultano in sovrappeso e uno su 10 è obeso. Non vanno meglio le cose per quanto riguarda l’attività fisica, visto che “attivo” è considerabile solo un cittadino su tre (il 32,8%), mentre un 35% è parzialmente attivo e di poco inferiore è la quota di chi è sedentario (che sale al 50% se si considerano solo gli adulti).

Mancano i consigli degli operatori

Non meno preoccupante è un altro elemento che emerge dalla ricerca: oltre ai numeri, infatti, dagli osservatori del ministero si sottolinea anche come non sempre gli operatori sanitari facciano tutto il possibile per fare prevenzione. Nel report, ad esempio, si legge che c’è poca attenzione al problema della scarsa attività fisica: solo un cittadino intervistato su tre, infatti, riferisce di aver ricevuto da un operatore sanitario il consiglio di fare regolare attività fisica, pure quando si tratta di persone sovrappeso o in cura per patologie croniche.

Fonte foto: www.nutrizioneesalute.it

Cattive abitudini a tavola

 Inoltre, c’è anche un problema di “percezione” della realtà, che di rado rispecchia la realtà dei fatti: un sedentario su cinque, infatti, è convinto di svolgere un’attività fisica sufficiente. Le cose vanno ancora peggio quando si considerano le abitudini alimentari degli italiani: nella terra d’origine della Dieta Mediterranea, infatti, solo la metà degli adulti consuma almeno due porzioni di frutta e verdura al giorno, e solo uno su 10 arriva al numero ottimale di cinque.

Il problema dell’inattività fisica

Il tema dell’attenzione alla bilancia è diventato prioritario in molti Paesi europei, ovviamente non tanto (o quanto meno non solo) per le correlazioni estetiche: i dati che arrivano dall’Oms spiegano bene le ragioni, perché secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’inattività è ritenuta responsabile ogni anno di un milione di decessi in tutta Europa. Inoltre, si stima che ad essa siano imputabili il 5 per cento delle affezioni coronariche, il 7 per cento dei diabeti di tipo 2, il 9 per cento dei tumori al seno e il 10 dei tumori del colon.

I costi di questo problema

 Non bisogna poi dimenticare gli effetti legati ai problemi di obesità, che spesso si riversano anche sull’inabilità al lavoro o sull’incidenza di alcune malattie e patologie che hanno un costo anche sociale (il costo dell’inattività è di 910 milioni di euro l’anno per una popolazione di dieci milioni di persone per metà insufficientemente attive) a cui si aggiunge il conto salato dei farmaci.

L’intervento dell’osteopata

 In questi anni, però, si stanno sviluppando anche delle pratiche alternative che possono alleviare questi disturbi, senza intervento chirurgico né trattamento farmacologico, grazie al ricorso a una terapia complementare alla medicina classica: si spiega così, dunque, il successo dell’osteopatia e la diffusione di scuole come quella di Tcio che con il suo corso di osteopatia consente di ottenere il titolo di Diploma di Osteopatia D.O. con iscrizione al Registro degli Osteopati d’Italia (R.O.I.).

Qui per alcuni consigli utili.

Anna Capuano