Napoli – CAP 80126, questo è il nome del nuovo spazio occupato a Soccavo. “80126” che è il codice postale della zona e “CAP” che è l’acronimo di Centro Autogestito Piperno. “Piperno come la pietra estratta dai Camaldoli, la collina che abbraccia Soccavo e Pianura. Un nome fortemente identitario che racconta le origini del territorio Soccavo-Pianurese. In tempi in cui la società moderna crea sradicamento storico culturale anche attraverso un semplice nome è importante far conoscere le origini del territorio in cui viviamo” spiegano i ragazzi che hanno occupato.

CAP 80126

Il nuovo CAP 80126 era un’ex stazione della Polizia Municipale sita in viale Adriano, a Soccavo appunto. L’edificio era abbandonato da circa un anno, già vandalizzato e alla mercè dei tossicodipendenti della zona che, a quanto sembra dagli oggetti ritrovati all’interno dai ragazzi, lo usavano come punto di ritrovo per farsi la dose giornaliera.

A poche ore dall’occupazione già il primo tentativo di sgombero: la Polizia Municipale interviene sostenendo che i fondi per i lavori di riqualifica sono già stati stanziati e in arrivo. Ma gli attivisti non sono disposti ad aspettare ancora, il tentativo fallisce e cominciano i lavori.

Dopo poche ore l’ex stazione è stata già in gran parte ripulita. Proseguono veloci i lavori per trasformare l’ennesimo edificio che era stato sottratto alla comunità e lasciato all’abbandono, in un luogo per e della collettività.

“Questo spazio sarà a disposizione di tutte quelle realtà e singoli che vorranno animare percorsi di auto-recupero dal basso di aree verdi negate, di attività culturali e ricreative, di liste per l’emergenza occupazionale e abitativa, di orti sociali o semplicemente, di chi voglia venire a dare una mano, a portare un’idea, a fare una proposta.Un Laboratorio di Mutuo Soccorso, che sia di cooperazione sociale e solidarietà attiva, uno strumento di resistenza e lotta. In una società che ci vuole sempre più soli e individualisti crediamo che la risposta sia costruire comunità ribelli e autonome”.

Lucia Ciruzzi