Le Fonderie Pisano tornano a far parlare di sè, in una serie di intricate vicissitudini e in un limbo di indecisioni che sembrano non avere mai una soluzione adeguata.

Nella giornata del 14 dicembre a Battipaglia, il Consiglio Comunale si è riunito per compilare un documento unico affinchè si chiarisse la mancanta disponibilità ad accogliere la delocalizzazione delle Fonderie Pisano in loco. In circa tre ore di riunione, la maggioranza e l’opposizione di Battipaglia non sono riuscite a trovare un punto d’incontro.

La consigliera Elda Morini, in lista con la sindaca Cecilia Francese, particolarmente attenta a questa vicenda, ha presentato una delibera in cui chiaramente si ribadisce che Battipaglia non è il sito adatto ad accogliere un’industria pesante e al contrario, bisogna incentivare l’incremento di piccole e medie imprese, promuovere l’agricoltura, i collegamenti ferroviari e stradali e i trasporti con le città limitrofe ma soprattutto monitorare le condizioni ambientali di una città posta nella deturpata Piana del Sele, vittima di danni ambientali da decenni.
L’instaurazione di un’industria pesante non gioverebbe né alle condizioni ambientali né alla qualità dei prodotti alimentari che nascono in questa terra ma soprattutto cozzerebbero con la vocazione economica della zona.

In questa intricata vicenda è subentrata anche Confagricoltura Salerno che ha fatto  pervenire al Consiglio Comunale una richiesta firmata da molteplici aziende agricole del territorio salernitano per evitare la localizzazione delle Fonderie Pisano nella Piana del Sele.
Durante la riunone tenutasi il 14 dicembre, il Consiglio Comunale ha riufiutato di far intervenire il segretario della Cgil Salerno Anselmo Botte ed alcuni lavoratori delle Fonderie Pisano presenti in aula. Come ha affermato Botte: “Prendo atto che il consiglio non vuole ascoltare il parere di lavoratori e sindacati delle Pisano, la politica non ha voluto aprire un dibattito nella sede più adeguata. Giudicare la Pisano un obbrobrio ambientale è offensivo nei confronti di lavoratori e sindacati”. Affermazione assolutamente opinabile e discutibile.

Nicoletta Crescenzo

NESSUN COMMENTO