Nella serata di sabato si è discusso del maxi emendamento alla legge di stabilità alla commissione Bilancio del Consiglio Regionale. Tra i provvedimenti spunta l’art. 5 che disciplina il trattamento previdenziale.

L’art.5 recita: «Al fine della ulteriore riduzione dei costi delle istituzioni regionali, del contenimento della spesa pubblica e della tutela delle finanze regionali, l’istituto dell’assegno vitalizio spettante ai consiglieri regionali è soppresso». Soppressione, tra l’altro già prevista dalla legge regionale numero 1 del 27 gennaio 2012.

Dopo tale precisazione, arriva la parte dell’emendamento maggiormente criticata: quella che stabilisce che il sistema previdenziale «è basato sul sistema di calcolo contributivo secondo la medesima disciplina prevista per i componenti della Camera dei deputati», contrariamente a quanto stabilito dalla citata legge del 2012 che aveva equiparato il sistema previdenziale dei consiglieri regionali a quello dei dipendenti pubblici e non a quello degli onorevoli. Oltre a tale misura poi, l’emendamento stabilisce che tale sistema sia previsto anche per i componenti della giunta regionale, compresi quelli che non hanno la carica di consiglieri regionali, quindi gli assessori non eletti, normalmente esclusi nelle altre regioni italiane da tutti i sistemi previdenziali.

In commissione Bilancio, l’emendamento è stato approvato a maggioranza, con i voti contrari del centrodestra e del Movimento 5 stelle. In particolare, la grillina Valeria Ciarambino si è schierata duramente contro la proposta, definendo il provvedimento, in caso di approvazione, una “legge-porcata” che «non cancella i vitalizi, ma aumenta i privilegi della casta”. Ha inoltre detto: «è un fatto gravissimo che mostra il vero volto di De Luca e della sua maggioranza». Mercoledì ci sarà la discussione generale per l’approvazione finale in aula.

Intanto in queste ore, i militari della Polizia tributaria della Guarda di Finanza si sono recati nella sede della Regione Campania per l’elenco dei sindaci che parteciparono all’incontro con il governatore per la campagna referendaria del 4 dicembre. De Luca, in quell’occasione invitò i sindaci ad impegnarsi attivamente per il voto, e in particolare invitò il sindaco di Agropoli ad offrire una “frittura di pesce” ai suoi concittadini. Si ipotizza il reato di induzione al voto di scambio, anche se De Luca definisce quella frase “una battuta”.

Sabrina Carnemolla

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