15 presenze in campionato, 10 reti fatte. Già 14 reti nell’arco dell’intera stagione, giocando in un ruolo che non è il suo ma che lo è diventato. Dries Mertens è l’uomo copertina del Napoli del mese di dicembre ed i 7 gol nelle ultime due partite sono solamente la facciata di tutto il lavoro svolto in campo.

Il numero 14 ha smentito non solo coloro che lo vedevano come un giocatore capace di essere utile solo dalla panchina, ma che nel ruolo di punta centrale proprio non volevano accettarlo, visto e considerato il fisico leggero e la totale disabitudine di Mertens a giocare in quel ruolo. L’ex PSV è stata, infatti, una scommessa vinta da Maurizio Sarri, in un ruolo orfano di Higuain, privo di Milik e con un Gabbiadini ormai completamente estraneo al campo. Il falso nueve nel gioco azzurro ha dato nuovo vigore al palleggio in mezzo al campo, diventato sterile tra ottobre e novembre anche a causa della troppa mole di gioco sulle fasce, irrealizzabile senza la presenza di Milik.

Dopo le prime giornate di adattamento (in cui, peraltro, è andato in gol contro Empoli e Besiktas), sia da parte sua che da parte della squadra, ancora troppo legata alla presenza di un centravanti di ruolo in area, il “piccolo” Mertens è diventato assoluto bomber ed anima di questa squadra ed il risultato sono una striscia di quattro vittorie consecutive (anche se con l’Inter il belga era squalificato), il ritorno degli azzurri agli ottavi di Champions e l’aggancio al terzo posto del campionato, con il secondo difeso dalla Roma ormai ad un solo punto di distanza.

Il gol importantissimo in quel di Lisbona, contro il Benfica, era però solo il preludio del folle mese di dicembre targato Dries Mertens. La tripletta segnata al Cagliari ha dimostrato anche ai più scettici che il finto attaccante può funzionare. Il primo gol è una girata da bomber vero, di quelli che sentono la porta, non è il solito tiro a giro dell’esterno d’attacco, così come il secondo è un perfetto inserimento in area di rigore, degno di un attaccante.

La vera follia del piccolo centravanti azzurro è nel poker rifilato al Torino, in cui Mertens ha messo in luce tutto il suo repertorio da numero 9, dal gol su corner al rigore guadagnato e poi trasformato da lui stesso. Sarebbe inutile anche parlare del quarto gol perché non ci sono parole adatte a descriverlo. Era da 39 anni, con Savoldi, che non si registrava un poker azzurro in campionato (per l’Europa, regge ancora quella di Edinson Cavani), la seconda tripletta più veloce della Serie A dopo quella di un certo David Trezeguet all’Ascoli nel 2006. Per trovare 7 gol in due partite bisogna tornare ancora più indietro, al 1958, con Antonio Angelillo, attaccante dell’Inter.

Numeri e parole che si sprecano per l’ex falso nueve diventato ormai bomber assoluto dell’attacco del Napoli. Dries Mertens è a ridosso della testa della classifica marcatori e l’intenzione di fermarsi sembra non esserci, nemmeno con Milik e Pavoletti.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: cittacorriere.com

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