Ancora problemi per il primo cittadino della Città Eterna, Virginia Raggi (M5S).

Nella sera del 20 dicembre l’Oref ha espresso il proprio parere riguardo al bilancio proposto dall’amministrazione; un parere negativo che evidenzia un altro caso di fallimento dell’operato dei Cinque Stelle nella Capitale.

Nel parere sul bilancio previsionale da parte dell’Oref si legge:

«L’organo di controllo contabile Oref ritiene non sufficienti gli spazi di finanza pubblica necessari al rispetto dell’equilibrio finanziario in relazione alle necessità che potrebbero rivelarsi rispetto al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, alle passività potenziali comunque presenti e a tutte le criticità evidenziate nel presente parere ed esprime parere non favorevole, sulla proposta di approvazione del bilancio di previsione 2017-2019 e relativi allegati».

Il Presidente dell’Aula, Marcello De Vito (M5S) ha così annunciato: «Vi comunico che è stato depositato il parere dell’Oref e non è favorevole, motivo per cui sospendo la seduta è conferenza dei capigruppo». Le voci dell’opposizione presente in quel momento hanno risuonato nell’aula: «A casa! A casa!». Ha quindi preso parola il capogruppo Michela di Biase (PD): «Questa è stata una bocciatura clamorosaha esclamato – Ora riportino la discussione sul bilancio in Aula e facciano quadrare i conti. La grande tessitura che dicevano sul bilancio non c’è stata, si rimettano al lavoro in tempi brevi».

Diminuisce la fila dei sostenitori per la sindaca la quale, nei giorni precedenti, è stata vittima di ulteriori attacchi anche interni. Dopo la perdita del fidato consigliere, Raffaele Marra, la Raggi si ritrova sempre più sola, circondata da forze interne ed esterne che spingono sempre di più verso le dimissioni. Primi fra tutti gli esponenti della lista Marchini e il capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera, che attacca: «È un atto incredibile, non c’è mai stato un parere negativo dell’Oref. Se i Cinque Stelle non sono in grado di governare ne devono prendere atto, fare un passo indietro e dare di nuovo la parola ai romani, loro che davano lezioni di amministrazione a tutte le amministrazioni precedenti».

Nicola Capussela