Ormai è certo: l’attentato di Berlino è stata opera dello Stato Islamico. La sera di lunedì 19 dicembre un tir si è fiondato a tutta velocità sulla folla che stava visitando i mercatini di Natale di di Breitscheidplatz, nel centro della capitale, uccidendo 12 persone e ferendone 48.

Un modus operandi drammaticamente simile a quello dell’attacco terroristico sul lungomare di Nizza, lo scorso 14 luglio, quando sono morte più di 70 persone investite da un camion. Ieri, è arrivata la rivendicazione dell’Isis tramite un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa Amaq.

L’uomo arrestato dalla polizia a poche ore dall’attentato, un pakistano richiedente asilo, è stato rilasciato per insufficienza di prove ieri sera. È stato emesso un nuovo mandato di cattura in tutta l’area di Schengen che, secondo fonti di polizia, riguarda un tunisino di 21 anni Anis A. (Amri per altre fonti), arrivato in Germania nel 2015 dall’Italia, dove si trovava dal 2012. I documenti del giovane, recentemente radicalizzato, sono stati ritrovati sul tir, vicino al corpo di Lukasz Urban, l’autista polacco che guidava il mezzo pesante e che ha tentato inutilmente di sventare l’attentato.

Ancora nessuna notizia di Fabrizia di Lorenzo, la giovane italiana di 31 anni dispersa da lunedì. Un altro ragazzo di origine palermitane risulta ferito, ma non in gravi condizioni, mentre altri tre italiani sono stati dimessi e sono già tornati in Italia.

Intanto, crescono le polemiche contro le politiche tedesche delle «porte aperte» e dell’accoglienza. La leader del movimento populista AfD, Frauke Petry ha accusato il governo di aver tenuto i confini aperti in modo «irresponsabile» e ha ribadito la necessità di nuovi controlli perché ormai «la Germania non è più sicura».

La cancelliera Angela Merkel, rivolgendosi a tutto il paese in diretta TV ha dichiarato che, nonostante questo «atto barbaro e inconcepibile» la Germania continuerà «a sostenere e a dare sostegno alle persone che chiedono di integrarsi» e non rinnegare le scelte fatte. «So che per noi tutti sarebbe particolarmente difficile da tollerare se si confermasse che a compiere questo atto è stata una persona che ha chiesto protezione e asilo in Germania» ma «non vogliamo vivere paralizzati dalla paura e dal male».

L’avanzata dell’AfD in tutto il paese è innegabile, come ha dimostrato il successo alle amministrative di marzo e settembre. Il clima di paura generato da questo ultimo drammatico attentato rischia di compromettere ulteriormente il già instabile consenso della Merkel, che tra pochi mesi andrà al banco di prova elettorale.

Rosa Uliassi