Libertà e amore: due i temi fondamentali di Nessuno è nato libero, romanzo di esordio dell’avvocatessa casertana Adriana Dell’Amico.

In occasione della presentazione del libro, tenutasi il 16 dicembre presso la Sala Consiliare di Capodrise, abbiamo avuto modo di intervistare l’autrice. L’evento è stato organizzato dall’associazione socio-culturale “Persona”; lo spunto per la discussione delle tematiche affrontate nel corso della serata (in particolare quella relativa al disagio giovanile) è stato dato dalla lettura di alcuni passi del libro stesso.

Edito da Melagrana, “Nessuno è nato libero” è un libro che pone al centro dell’attenzione un personaggio atipico, Don Nicola. Seguendo le vicissitudini di questo prete di paese, ci troviamo a fare i conti con un libro che rifiuta qualsiasi inquadramento precostituito. Da un lato solleva questioni filosofiche ed esistenziali: centrali il tema dell’amore e quello della libertà, che vengono osservati da diversi punti di vista, sebbene la prospettiva centrale resti quella di Don Nicola. Dall’altro il libro diventa l’occasione per riflettere su casi di vita attualissimi, come quello di Marco, un giovane ragazzo che per la brama di facile guadagno finisce in una situazione spinosa, che lo farà uccidere; è l’autrice stessa a confermare che per scrivere di Marco si è ispirata ad un ragazzo che ha realmente conosciuto e che ha vissuto lo stesso dramma.

Di seguito l’intervista.

Il tema fondamentale del libro è l’amore, che viene raccontato in tutte le sue sfaccettature attraverso l’utilizzo di molteplici personaggi. Tuttavia, principalmente lei parla dell’amore “divino” e, parallelamente, affronta anche la questione della libertà e del libero arbitrio. Come mai ha deciso di affrontare un tema così complesso? E la sua visione dell’amore e della libertà coincide con quella di Don Nicola?

“Ho deciso di affrontare il tema del libero arbitrio e in particolare quello della libertà, perché la libertà è una questione su cui si sono interrogati tutti i filosofi, contemporanei e del passato. Fin dall’origine della filosofia ci si è chiesti che cos’è la libertà? Ebbene, per definire la libertà io parto da un’accezione quasi negativa, che rimanda a Sartre, per la quale la libertà è una condanna: l’uomo è condannato ad essere libero. Tuttavia, allo stesso tempo essa può essere vista anche in modo positivo: la libertà è senza dubbio un dono. Ma è un dono se è sfruttato secondo il metro dell’amore e della solidarietà e della responsabilità. Altrimenti diventa un’arma a doppio taglio nei confronti di se stessi e nei confronti del mondo.”

Il romanzo è scritto in prima persona e Don Nicola è la voce narrante, non oggettiva, che seguiamo nello snodarsi delle vicende. La sua figura è, tuttavia, circondata da molteplici storie e ritratti umani. Come mai ha scelto proprio Don Nicola come punto di osservazione di quella che risulta una narrazione, a tratti, corale?

“Ho scelto Don Nicola per un motivo: Don Nicola è un prete. Il prete è colui che più di ogni altro essere umano è in contatto con la verità della persona. Attraverso la confessione il prete acquisisce i segreti più intimi dell’uomo. Quindi, il prete è colui che sa veramente tutto e che attraverso la vita di tutti i suoi fedeli scopre che cos’è il mondo e cerca di aiutare in questo mondo, appoggiandosi naturalmente alla mano divina.”

Come nasce la sua passione per la scrittura? Ha in programma di scrivere altri libri?

“Scrivo fin da quando ho imparato a scrivere. Ho amato sempre sia scrivere che leggere. Credo che la lettura sia fondamentale, poiché la lettura forma e lo fa non soltanto dal punto di vista culturale. La lettura forma dal punto di vista etico, sociale, morale. E scrivere è una passione che ho avuto fin da piccola. Ho iniziato come poetessa, ho scritto poesie e ho partecipato a molti concorsi. Poi un giorno ho pensato di iniziare a scrivere un romanzo, che poi romanzo non è. È più un’opera di narrativa. E sto scrivendo anche un nuovo libro. La storia avrà sempre come protagonisti personaggi che hanno grandi valori umani. Speriamo che venga pubblicato presto.”

Vanessa Vaia 

CONDIVIDI
Articolo precedenteOmaggio a Pino Daniele: concerto gratuito a Ercolano
Articolo successivoPromozione: La Lokomotiv Flegrea chiude il 2016 con una vittoria

Vanessa Vaia nasce a Santa Maria Capua Vetere il 20/07/93. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Classico, si iscrive a “Scienze e Tecnologie della comunicazione” all’università la Sapienza di Roma. Si laurea nel 2016 con una tesi sulle nuove pratiche di narrazione e fruizione delle serie televisive “Game of Series”.