Riuscire a scoprire quali sono le nostre risorse e adattarci a ciò che ci circonda ci aiuta a crescere in modo più consapevole.

Resilienza: cos’è?

Negli ultimi anni, sul web e nella nostra quotidianità, una parola si sta facendo strada con sempre maggiore forza: resilienza. Cos’è e quali sono le caratteristiche di un soggetto resiliente?

Nella ricerca del significato del termine la rete ci viene in aiuto. Nel portale Ideegreen.it leggiamo infatti che resilienza significa “porsi verso il mondo con voglia di imparare ad accettare una situazione anche non ottimale non per subirla ma per poi reagire in modo efficace tornando a stare bene, anzi, meglio di prima”.

Il termine è preso in prestito dalla fisica, ambito in cui questo termine indica la capacità di un materiale di conservare le proprie caratteristiche, dopo essere stato schiacciato o deformato. Ciò che nella fisica accade agli oggetti nella vita di ogni giorno capita a noi: quotidianamente ci scontriamo con eventi e situazioni negative che rischiano di schiacciarci sotto il loro peso, senza una via d’uscita apparente. Il dolore è ineluttabile, ma è proprio la resilienza ad aiutarci. Grazie ad essa riusciamo ad affrontare traumi imprevisti cogliendo in essi una possibilità di rinnovamento della nostra stessa vita e diventando creativi ed ottimisti. Bisogna ricordare, però, che non si vince da soli: gli eventi della storia come le guerre, i terremoti e le calamità della storia ci hanno mostrato che solo facendo squadra con chi ci sta vicino riusciamo a rialzarci e superare le difficoltà. È proprio la rete sociale che ci circonda, la scuola, la nostra famiglia, il nostro quartiere che ci offrono la possibilità di agire, di partecipare e creare vivendo la nostra vita non in modo attivo.

L’educazione alla resilienza comincia da bambini

 La scuola e i suoi educatori dovrebbero avvicinare i bambini fin da piccoli al concetto di resilienza stimolandoli a reagire alle difficoltà che si incontrano e ad adattarsi ad esse soprattutto grazie alla grande forza delle relazioni. In questo modo l’arte, la musica, i teatro, lo sport diventeranno strumenti per stimolare la comunicazione e modi per guardarsi intorno in modo nuovo scorgendo le piccole cose che ci fanno sorridere anche tra le difficoltà quotidiane.

Iniziare un percorso di resilienza: ecco alcuni consigli.

Per imparare ad essere resilienti non è mai troppo tardi. Iniziamo ad affrontare la vita con un sorriso; non un sorriso falso e di circostanza, ma un sorriso che nasca da dentro e ci predisponga al meglio di fronte ad un problema. Cerchiamo di accettare il cambiamento e l’idea che questo faccia parte della nostra vita andandoci incontro, magari con l’aiuto e il sostegno di chi ci vuole bene. Guardiamo sempre il lato positivo delle cose e non dimentichiamo mai che la nostra vita è fatta dagli insegnamenti che le sfide di ogni giorno ci propongono.

Anna Capuano