Nel giorno corrente, a palazzo Montecitorio, è stato approvato il disegno di legge inerente al treno ad alta velocità (TAV) che collegherà Torino e Lione. Dopo l’approvazione del Senato, anche la Camera si è espressa in modo favorevole alla proposta di legge. La ratifica ed esecuzione dell’accordo tra Italia e Francia è passata con 285 voti a favore, 103 contrari e 3 astenuti.

Con l’approvazione della Camera è stata stabilita la data di inizio dei lavori, i quali prevedono, attraverso un tunnel lungo 57 Km, la costruzione di una linea ferroviaria in grado di collegare le due nazioni confinanti. Inoltre, sono state rese note le cifre impiegate per l’operazione. Si tratta di un capitale di circa 8,3 miliardi di euro, il quale prevede la spartizione tra Italia e Francia, soggetta a “verifica annuale fino al completamento dei lavori”.

La votazione è stata caratterizzata da vari dissidi. Tra i contrari alla proposta per la TAV, sono stati Sinistra Italiana-Sel e MoVimento 5 Stelle. A manifestare la contrarietà dei loro pareri sono stati i membri del M5S, i quali hanno esternato tutta il loro disaccordo attraverso striscioni e foulard con su scritto”No Tav“.

No Tav
No Tav

Inoltre, la deputata M5S Maria Edera Spadoni ha dichiarato:

«Un voto che sventra una valle, prosciuga i corsi d’acqua, sparge polvere di amianto su tutto il territorio. Ecco cos’è l’accordo Italia-Francia sulla Tav. […] Hanno ignorato completamente il popolo valsusino, hanno presentato calcoli inattendibili del costo dell’opera, mentre la corte dei conti francese si è espressa apertamente contro questo progetto. Senza contare il rischio di infiltrazioni mafiose, rischio comprovato dalle intercettazioni telefoniche in odore di ‘ndrangheta di luglio, dove si parla di finanziare il movimento “si Tav” per creare nell’opinione pubblica un orientamento favorevole all’opera».

Orgogliosi di questo esito benevolo sono stati alcuni parlamentari esponenti del PD, tra cui il senatore Stefano Esposito, il quale ha dichiarato:

«Si scrive una pagina importante della storia infrastrutturale del nostro Paese. […] Mentre in Italia si decideva se fare o meno l’opera, gli altri Paesi Europei scavavano e costruivano tunnel. Oggi si scrive una pagina importante della storia infrastrutturale del nostro Paese. La Torino-Lione è stata un fenomeno sociale cavalcato nel peggiore dei modi dalla peggiore delle società a trazione antagonista. Un esempio emblematico di come legittime diversità di pensiero possano essere strumentalizzate a fini politici o ideologici lontanissimi non solo dal senso dell’opera, ma anche dalle posizioni di chi era ed è contrario all’opera, ma mantiene un profilo di rispetto istituzionale e dignità civica».

Anche il Presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ha manifestato tutta la sua soddisfazione per questo “traguardo“, infatti, ha dichiarato:

«La morale è che bisogna sentire le comunità coinvolte. Ascoltare è servito. Il progetto è cambiato, e coinvolgerà pienamente Torino, che prima era tagliata fuori. […] Ma quando vedo manifestazioni No Tav con più bandiere che persone mi è difficile non dire che si tratta di iniziative pretestuose».

Vincenzo Molinari