Se il campionato italiano va in vacanza per le festività natalizie, in Inghilterra invece non si smette mai di giocare. Come tutti gli anni ritorna il “Boxing Day”, celebre festa nazionale anglosassone che corrisponde al nostro Santo Stefano. Che cos’è? Quali sono le sue origini? Andiamo a scoprirlo nelle prossime righe.

LE ORIGINIBoxing Day, letteralmente “giorno della scatola”, è una festività che risale almeno al Medio Evo ed è stata istituita ufficialmente nel 1871 nel Regno Unito. L’idea era quella di donare qualcosa ai poveri o in generale a chi aveva più bisogno, ed è proprio per questo che le cassette dell’offertorio delle chiese britanniche venivano aperte nel Boxing Day, per permettere a tutti di dare il loro contributo. Questa festività era anche l’occasione per i datori di lavoro di dare qualcosa ai propri dipendenti, ringraziandoli per il lavoro svolto durante l’anno, anche se in molti credevano che in realtà questo gesto di generosità venisse fatto solo per non alimentare risse e polemiche. La tradizione voleva che venisse regalata una scatola, in cui c’erano regali e avanzi di cibo. Inoltre veniva concesso anche un giorno libero, in maniera tale che i lavoratori potessero stare con la proprie famiglie.

L’AVVENTO DEL CALCIO – In realtà non sempre gli uomini inglesi sfruttavano il Boxing Day per stare con la propria famiglia. Infatti prima che arrivasse la First Division, in Gran Bretagna era consuetudine organizzare partite di calcio il 26 dicembre, in cui si affrontavano squadre di ogni genere: lavoratori contro disoccupati, scapoli contro ammogliati e persino utilizzando i cognomi (A-M contro N-Z). Nel momento in cui venne istituita la First Division, il ”giorno della scatola” divenne una ricorrenza ufficiale anche per il mondo del calcio, e la prima partita semiufficiale fu quella tra lo Sheffield e l’Hallam, che finì 2-0 per i primi, nonostante giocassero in inferiorità numerica (il numero dei giocatori in campo non era ancora regolamentato). Da quel momento il Boxing Day divenne sempre più importante e si capi di puntare sui “derby locali”, in maniera tale da attirare sempre più pubblico, quasi più interessato a “sfidare”il proprio vicino piuttosto che assistere alla partita in se, tanto è vero che il calcio veniva soprattutto seguito in quei giorni dell’anno. Inizialmente si giocava anche nel giorno di Natale, per permettere di svolgere  in 2 giorni andata e ritorno, ma nel corso del tempo calciatori, arbitri, allenatori si sono opposti alla ricorrenza, rendendo il Boxing Day ancora più speciale. Dal 1958 infatti a Natale non ci sono più match, mentre il giorno del 26 Dicembre ha mantenuto la sua tradizione.

GOL E SPETTACOLO – Il Boxing Day è sinonimo di gol e spettacolo. Il 26 dicembre 1963 è passato alla storia come una delle giornate più incredibili della storia del calcio inglese, in quanto in 10 partite vennero messi a segno ben 66 gol, con una media di quasi 7 reti a gara. Il destino ha voluto che questo record si sia scritto proprio nel Boxing Day, dando ancora più fascino e prestigio alla ricorrenza calcistica. Ecco i risultati di quella incredibile giornata: Blackpool – Chelsea 1-5, Burnley – Manchester United 6-1, Fulham – Ipswich 10-1, Leicester – Everton 2-0 Liverpool – Stoke 6-1, Nottingham Forest – Sheffield 3-3, Sheffield Wednesday – Bolton 3-0, West Brom – Tottenham 4-4, West Ham Blackburn 2-8, Wolves- Aston Villa 3-3. L’augurio è che il prossimo Boxing Day sia altrettanto divertente e spettacolare.

Salvatore Cantone