È dall’8 dicembre di un anno fa che i cittadini e le cittadine di Cava de’ Tirreni stanno portando avanti una battaglia contro i giganti interessi economici che reggono le redini della sanità campana, e contro i tagli orizzontali all’assistenza sanitaria pubblica.

Le mobilitazioni per l’ospedale “SS. Maria Incoronata dell’Olmo” e, soprattutto, per il reparto di Ginecologia ed Ostetricia, rappresentano indubbiamente le priorità di un’intera comunità che non è disposta ad accettare nessuna speculazione e nessun compromesso sui livelli di assistenza sanitaria essenziali.

Ma le mobilitazioni e le proteste collettive non sono bastate a fermare i tagli indiscriminati alla sanità imposti dal commissariamento governativo e le chiusure di reparti e presidi ospedalieri in provincia e regione: l’ultimo atto aziendale del Ruggi, infatti, ha confermato la chiusura del reparto di Ginecologia ed Ostetricia del “SS. Maria Incoronata dell’Olmo”, ledendo in particolar modo il diritto alla salute di ben 25mila donne cavesi, ma non solo.

È necessario tenere a mente che l’ospedale della città di Cava de’ Tirreni raccoglie più di 100mila utenti provenienti anche dalle zone limitrofe.

Presente in piazza anche il comitato contro la chiusura dell’ospedale San Gennaro di Napoli.

La risposta della popolazione cavese, però, non si è fatta attendere, e giovedì 22 dicembre, dopo un concentramento in Piazza Lentini, centinaia di cittadini e cittadine, tra studenti e lavoratori, hanno dato inizio ad un nuovo corteo unitario contro queste manovre ingiuste e socialmente discriminatorie.

Uniti e compatti dietro ad un unico striscione, senza distinzione di colore politico, il corteo si è diretto verso Piazza Duomo dove i manifestanti si sono fermati per fare speakeraggio, per poi dirigersi verso l’ospedale SS. Maria Incoronata dell’Olmo.

La targa affissa sulle porte del reparto di Ostetricia e Ginecologia.

Qui i manifestanti hanno concluso il corteo con l’affissione di una targa sulla porta del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale della città che recita: “Qui ha operato per secoli il reparto di Ginecologia e Ostetricia di Cava. Chiuso il 31 Dicembre 2015 dalla regione campania e dal governo della repubblica italiana. Il POPOLO CAVESE prosegue la battaglia per la riapertura del reparto – 22/12/2016“.

Ana Nitu