Giuliano Poletti è, per chi non lo conoscesse, quello ritratto nell’immagine sottostante.

Colore bianco
Una recente foto ritraente Giuliano Poletti
Come dite? Non vedete nulla? Allora vedete esattamente Giuliano Poletti, perché vedete il nulla.

Giuliano Poletti è il nulla perché non rispetta Fabrizia, la vittima italiana dell’attentato di Berlino. Fabrizia era una delle tante persone, ed in quanto tale da rispettare nella sua dignità per quello che è e per quello che fa, che ogni anno lasciano l’Italia. Non importa se “cervello in fuga” o una di quelli che «non abbiamo più tra i piedi». Fabrizia era una persona, e come persona non è stata rispettata.

Giuliano Poletti è il nulla come persona, perché non si dice quello che non si pensa. Ma Giuliano Poletti è il nulla anche come ministro.

Sei il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, e non riesci a far altro che estendere i voucher per legalizzare – male – un lavoro che ammetti formalmente essere sempre più “occasionale”“a chiamata”ammettendo implicitamente di non essere in grado di fare qualcosa per risolvere il problema o quantomeno migliorare la situazione – finché non saremo costretti a “levarci dai piedi” tutti, chi perché nel frattempo sarà passato a vita auspicabilmente migliore di questa, chi perché nel frattempo si allontana finché non ti sarai tolto dai piedi tu, ed i tuoi omologhi che con te hanno contribuito a demolire le poche certezze e tutele in difesa della dignità del lavoratore, che è prima di tutto una persona.

Sei il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e non riesci ad attirare investimenti che valorizzino quei milioni di giovani che non se ne sono “andati dai piedi”.

Nessuno regala nulla a nessuno, ma allora il regalo che hai fatto a chi vuole approfittare delle condizioni che hai creato come è stato ripagato? Se non è stato ripagato, oltre ad essere il nulla sei pure uno scemo, ed uno scemo con il potere diventa dannoso, e chi è dannoso ed è al potere è meglio che si “levi dai piedi”.

Buon Natale, caro Giuliano Poletti.

Simone Moricca

5 COMMENTI

  1. La frase di Poletti non è solo becera, stupida ed insopportabile e lo scrivo, oltre che da docente che vede andarsene molti suoi ex allievi, anche da genitore di un figlio che vive e lavora all’estero. E’ il segnale che al Governo, anche quello attuale, il segnale del 4 dicembre non è bastato. Del resto, per convincersene, basta leggere anche la prima intervista del neoministro dell’istruzione Fedeli: anche lì nessun segnale di resipiscenza.
    E’ di tutta evidenza che servono nuovamente le urne . Quelle referendarie prima e quelle elettorali dopo.
    Nel frattempo se la Fedeli volesse esserlo alla Costituzione dovrebbe dare corso a quello che ho scritto qui:
    http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2016/12/22/SCUOLA-Lo-spartiacque-del-referendum-e-il-convitato-di-pietra-/738976/
    ed anche qui:
    http://www.liberopensiero.eu/2016/12/15/fedeli-alla-costituzione/

    • Professore, se vogliamo dirla meglio, è segnale di inadeguatezza e menefreghismo.
      Un inadeguato è inadeguato ovunque, che stia in Italia o vada all’estero, ma se ha il compito di mostrare responsabilità e non lo fa deve subire le fasi del licenziamento, prima con i richiami e poi con l’allontanamento dal posto di lavoro.
      Quello che non succede con qualche inadeguato che è rimasto “tra i piedi”.

      • Assolutamente d’accordo non solo con l’analisi di partenza ma anche con la necessità, se ci fosse spirito di servizio, di liberare la poltrona di ministro.
        Ma è di tutta evidenza che Poletti non avrebbe niente altro da fare.
        Insomma dopo il disoccupato di Pontassieve non avremo pure il disoccupato di Imola.
        Ricordarsene alle prossime elezioni…

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