Molti sono gli interrogativi che ci affliggono nella nostra vita tra cui la costruzione del proprio io interiore. Il Sè consente all’individuo di viversi come un polo autonomo ed è alimentato in gran parte dalla relazione con gli altri. Delle volte a causa di alcuni incidenti con conseguente trauma cranico la percezione del proprio essere e degli altri viene meno.

Molto spesso un forte trauma cranico provoca la perdita d’empatia, ossia la capacità di comprendere a pieno lo stato d’animo altrui. Il deficit d’empatia viene diagnosticato maggiormente a chi è, appunto, vittima di una lesione intracranica dato che in quella drammatica circostanza si amplia.

Il dott. Umberto Bivona, psicoterapeuta della Fondazione Santa Lucia di Roma, insieme al prof. Costa, professore di Psicologia presso l’Università telematica Niccolò Cusano, sostengono che  in questi casi  i neuroriabilitatori dovrebbero mirare a far acquisire al paziente autoconsapevolezza di quanto successo (ossia aiutarlo a ”rimettersi nei propri panni”) per poi aiutarlo ad essere più empatico (e dunque “a sapersi mettere in quelli altrui”). I due psicologi, in collaborazione con alcuni colleghi dell’ospedale romano, hanno scritto il libro “L’empatia, danno cerebrale,ricostruzione del sè”, la cui uscita è in programma a marzo 2017.

Il libro si pone parecchi obiettivi per aiutare chi ha subito un trauma cranico. Ecco quanto dichiarato dai curatori: “Naturalmente, l’obiettivo principale del libro è quello di aumentare le conoscenze teoriche, metodologiche e soprattutto cliniche in questo campo fornendo, in particolare agli addetti ai lavori, spunti di riflessione e suggerimenti per un intervento riabilitativo mirato.”, per poi spiegare meglio ciò che intendono per ricostruzione del se, facendo notare all’ipotetico paziente i problemi cognitivi/comportamentali, ormai acquisiti, per sapersi mettere, in primis, nei propri panni e poi in quelli altrui. La mancanza di empatia non riguarda solo i traumatizzati dato che questo è, ormai, un deficit frequentemente riscontrato.”

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto.
Ho frequentato le scuole presso l’istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all’istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt’ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale.
Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico.
Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l’ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.