Sembra che potesse essere diretto verso Roma l’aereo dirottato stamattina in Algeria e poi fatto atterrare a Malta.

Il volo, un Airbus320 della compagnia locale Afriqiyah, stava percorrendo la tratta interna dalla città di Sebha alla capitale Tripoli, quando è stato posto sotto sequestro da due cittadini libici appartenenti ad Al Fatah Al Gadida, un gruppo di sostenitori dell’ex raìs Gheddafi, ucciso nell’ottobre 2011 a seguito degli sconvolgimenti socio-politici innescati dalla cosiddetta “primavera araba“.

I due dirottatori, dopo aver fatto scendere l’aereo sulla piccola isola mediterranea, hanno minacciato di incendiare e far saltare in aria il velivolo con delle granate, salvo poi entrare in una fitta e serrata trattativa con le autorità libiche e consegnarsi, dopo un paio d’ore di negoziati, alle autorità maltesi per chiedere asilo politico.

Nessuna vittima né ferito, solo tanta paura per i 118 passeggeri a bordo, che sono stati infine liberati senza nessuna conseguenza.

Ancora incerti i moventi del dirottamento: è possibile che i due volessero condurre rivendicazioni di stampo politico in aperto contrasto con le nuove disposizioni della Costituzione libica, che vieta di costituire partiti riconducibili a Gheddafi (alla stregua della nostra Legge Scelba, ndr).

Eppure, stando ad indiscrezioni raccolte e rilanciate dall’account twitter di Libya’s Channel, il pilota dell’aereo avrebbe riferito che la destinazione iniziale del dirottamento fosse addirittura Roma.

In seguito, i giornalisti della stessa emittente libica sono riusciti a parlare con uno dei due sequestratori, che avrebbe categoricamente smentito ogni coinvolgimento con l’ISIS e affermato che il loro unico scopo era di promuovere il nuovo partito pro-Gheddafi.

Ad ogni buon conto, in una giornata già abbastanza caotica, che ha visto l’attentatore di Berlino venire ucciso a seguito di una sparatoria in provincia di Milano, si acuiscono i momenti di tensione e l’allerta inizia a coinvolgere in maniera sempre più chiara anche il nostro Paese.

Del resto, è di pochi giorni fa la dichiarazione dei nostri servizi segreti che invitava a tenere alto il livello di allerta per scongiurare l’eventualità di attacchi sul suolo italiano.

Fonte immagine di copertina: corriere.it