Anis Amri, il giovane tunisino responsabile dell’attacco terroristico a Berlino, è stato ucciso alle tre di questa notte in uno scontro a fuoco con la polizia italiana a Sesto San Giovanni.

Secondo le prime ricostruzioni Amri era appena arrivato in Italia con un treno proveniente dalla Francia. Stava camminando a piedi in piazza I Maggio, zona della stazione, quando è stato fermato da una pattuglia di polizia per un normale controllo. Alla richiesta dei documenti, secondo le testimonianze, ha urlato «Allah Akbar» e ha iniziato a sparare contro i poliziotti, colpendone uno alla spalla. Gli agenti hanno risposto al fuoco, ferendolo a morte.

Il riconoscimento facciale e le impronte digitali hanno confermato la sua identità. Sono in corso le indagini per capire la provenienza della pistola. In Italia, intanto, è ancora attivo un «livello elevato di controllo del territorio» per consentire massima prevenzione e sicurezza verso possibili attacchi o uomini in fuga.

Le autorità europee ricercavano Amri dallo scorso martedì, quando l’iniziale sospettato dell’attentato era stato rilasciato per insufficienza di prove. I suoi documenti sono stati ritrovati nel tir utilizzato per compiere l’attacco ai mercatini di Natale della capitale tedesca, che ha ucciso 12 persone, tra cui la giovane italiana Fabrizia Di Lorenzo, e ne ha ferite 48. Lo Stato Islamico, attraverso un comunicato, ha rivendicato la strage.

Rosa Uliassi

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Studentessa di filosofia a Bologna, appassionata di eno-gastronomia e di viaggi. Mi interessano le questioni legate ai diritti umani e alla tutela delle minoranze, nel loro manifestarsi all’interno dei diversi contesti storico-politici.