E se ti chiamassi Antonio, Giovinazzi al cognome, vice campione in carica di GP2 Series e ti fossi appena accasato alla Ferrari come terzo pilota per il 2017? Forse penseresti che non ci sarebbe una fine migliore per il tuo anno, altro che Natale. Di regali, infatti, uno come Giovinazzi non ne ha bisogno. Nativo di Martina Franca e classe ’93, attualmente è la promessa italiana più in voga tra i giovani piloti. Esperienze nei kart e nelle formule minori, poi un salto prodigioso che in un solo anno lo ha portato dalla GP2 alla F1, destinazione Maranello. Brillante è dir poco per come si è comportato nella scorsa stagione, che ha concluso solo al secondo posto perdendo il mondiale all’ultimo gran premio. Un titolo che, comunque, non sempre fa gola né tanto meno curriculum, specie di questi tempi dove la spunta chi ha il portafogli più doppio. Lo sa bene Pierre Gasly, un protetto Red Bull che il mondiale lo ha vinto proprio a discapito di Giovinazzi e che, paradossalmente, proprio da questi privilegi trarrà tanti dispiaceri. Al momento, infatti, non spenderei un euro su nessun sedile per la line up definitiva per il 2017 (che s’è complicata con l’addio di Nico Rosberg) se non proprio sui due Red Bull. Automatica quindi, almeno per ora, l’esclusione di Gasly tra i big.

Occhio anche a Lance Stroll, che balzando direttamente dal campionato di Formula 3 al posto in Williams per sostituire Felipe Massa diventerà uno tra i più giovani esordienti di sempre. E dalla Williams, intanto, sono chiari i segnali che allontanano Valtteri Bottas dal team, nientepopodimeno che per il sedile tanto conteso in Mercedes (con Massa che clamorosamente ritornerebbe per un’altra stagione). Anche ora a puntare persino un euro su uno tra i possibili scenari che movimenteranno il Circus nei prossimi mesi farei parecchia attenzione. Chiaramente il motivetto è sempre lo stesso, e passa per il nome del futuro compagno di squadra di Lewis Hamilton. Che a meno di esilaranti sorprese sarà proprio quello del finlandese, viste soprattutto le recenti dichiarazioni di Toto Wolff che appiedano definitivamente Pascal Werhlein (unica vera alternativa a Bottas).

Quasi una telenovela, tra chi vince e poi si ritira, chi si ritira per poi tornare senza manco essersene veramente andato, opportunità precluse ai talentuosi e rischi di bruciare giovani piloti anzitempo. Senza dimenticarci che stavolta i regolamenti cambiano e non di poco.

Chi la spunta a mio avviso è proprio il Cavallino, con Antonio Giovinazzi e la scelta non poco coraggiosa di riportare un italiano sulla rossa. Un tasto dolente per chi segue il marchio che di italiano non ha mai mancato nulla fuorché il pilota. Che poi anche un tedesco finisca per sentirsi un romagnolo, questi sono altri discorsi.

La storia si ripete, e anche questa volta un italiano approda in Ferrari nel momento peggiore, dopo un’annata a secco di successi e zeppa di brutti ricordi (a partire dal dicembre scorso con Marchionne che raccontava favolette). Sarà difficile fare peggio, e ad ogni modo il contributo di Giovinazzi, insieme al suo talento, verrà tenuto dietro le quinte e salvaguardato almeno per un anno.

Non accadeva da anni che a Maranello la stagione iniziasse con due piloti in scadenza di contratto, Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel. Alla fine del prossimo anno è plausibile che almeno uno dei due sedili venga liberato, anche se molto dipenderà dai rendimenti a stagione in corso, come ha detto Marchionne: “Con Vettel non ha senso parlare ora di rinnovo, dobbiamo capire se nel 2017 si troverà a suo agio con noi. Dobbiamo dargli una macchina vincente, altrimenti è inutile discutere del futuro”. 

Ad Antonio, al cognome Giovinazzi, di Martina Franca (in Puglia), non va che un caloroso abbraccio e un in bocca al lupo. Sfogliando gli almanacchi non apprendiamo di grandi gesta italiane sul sedile di una Ferrari, però sappiamo che in molti ci hanno provato nel momento sbagliato, al servizio di monoposto non competitive e in periodi bui per l’intero team. Non vogliamo che sia così anche questa volta, anzi. A Giovinazzi non peseranno le tasche come a Stroll e non sarà figlio d’un ex pilota come qualcuno alla Red Bull, però tra i tanti avrà il lusso di poter seguire un percorso di crescita regolare e sano, come ai vecchi tempi.

Nicola Puca

Fonte immagine in evidenza: motorsport.com