Stati Uniti – Una delle ultime mosse del governo di Obama prima di abbandonare Casa Bianca (il prossimo 20 gennaio) riguarda il divieto assoluto e permanente alle trivellazioni per gas e petrolio nelle regioni artiche del Pacifico e dell’Atlantico settentrionale.

Da sempre grande sostenitore dell’ambiente, l’uscente presidente Obama sferra una mossa che si potrebbe definire “glaciale” per il suo successore Donald Trump, impegnato dal canto suo in una “campagna anti-ambientalista” in nome di una grande America, dove l’ambiente rappresenterebbe un ostacolo alla crescita e all’occupazione del Paese: riaprire le miniere di carbone è solo uno degli obiettivi del mandato di Trump che minano gli accordi di Parigi sul clima e violano gli impegni americani presi in difesa dell’ambiente come ridurre di un terzo le emissioni di gas e anidride carbonica nell’atmosfera delle centrali elettriche.

Mossa glaciale e sopratutto difficile da contrastare, in quanto l’ordine è stato definito da Obama permanente e ciò gli è stato permesso facendo appello ad una particolare legislazione del ’53, la Outer Continental Shelf Lands Act. In una dichiarazione ufficiale Obama ritiene che:

“queste azioni proteggono un ecosistema unico e delicato. I rischi di incidenti con perdite di greggio sono significativi in queste regioni e la nostra capacita’ di risanamento limitatata”.

Un atto significativo e senza precedenti come afferma al New York Times il professore di legislazione ambientale P. Parenteau: Siamo in acque inesplorate; già, perchè la vecchia legislazione ormai dimenticata del ’53, è stata consultata in poche occasioni e applicata solo per le acque federali.”

E non è la prima volta che Obama ricorre a leggi “dimenticate” per sostenere la causa ambientale. In precedenza aveva fatto ricorso ad un paragrafo del Clean Air Act del ’70 per attuare l’obbligo degli Stati di passare da un sistema di energia elettrica fondata sui combustibili fossili ad uno fondato su fonti di energia rinnovabile.

Il divieto permanente delle trivellazioni, comunque, resta il più grande risultato conseguito da Obama per la causa della difesa ambientale: nello specifico, il divieto riguarda circa il 98% delle acque controllate dal governo federale nelle regioni dell’Artico, una superficie di 115 mln di acri circa che ospita speci protette di animali in via d’estinzione come gli orsi bianchi e circa 4 mln di acri sulla fascia costiera orientale che va da Norfolk al con il Canada, dove a sua volta il primo ministro Justin Trudeau ha vietato ulteriori trivellazioni.

Ilaria Cozzolino