L’Università degli Studi di Salerno, questa volta non sembra brillare per quanto concerne la questione rifiuti.

L’Unisa, infatti, differenzia al 20% ed il Comune di Fisciano ha deciso di aumentare la tassazione sui rifiuti urbani, con il consenso dei cittadini, che risultano indignati per le somme troppo elevate da dover pagare, a causa di coloro che non praticano una giusta raccolta differenziata dei rifiuti.

Come ha affermato nel pomeriggio del 30 dicembre 2016, il sindaco di Fisciano Vincenzo Sessa: “L’università degli studi di Salerno raggiunge una percentuale di raccolta differenziata di poco superiore al 20%. I cittadini di Fisciano non possono continuare a pagare anche per chi non differenzia: dal 2017 il Comune adotterà tariffe più alte nei confronti dell’Ateneo, in chiara discontinuità con il passato“. A tal proposito, alla fine dell’ultima seduta del consiglio comunale, sono state decise le nuove somme che saranno pagate dall’Unisa per una giusta gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani.

In base a ciò che è emerso dalla relazione tecnica elaborata dagli esponenti della Fisciano Sviluppo, l’Università di Salerno produce delle ingenti quantità di indifferenziato, che, nel corso degli anni, ha notevolmente influenzato i costi e la gestione dei rifiuti da parte del comune di Fisciano. Proprio questo cavillo è stato al centro delle discussioni odierne da parte del consiglio comunale, che ha decretato l’aumento delle tariffe da pagare da parte dell’Ateneo.
Sembra doveroso ritenere che sia necessaria una sensibilizzazione in merito a queste questioni quotidiane e che i giovani studenti (e non) vengano educati ad una maggiore responsabilità e consapevolezza nei confronti dell’ambiente, proprio in Campania, una terra dove questi problemi sono stati in passato sottovalutati e sfruttati per fini di speculazione economica.

Nicoletta Crescenzo