Cari lettori,
se state leggendo queste righe vuol dire che siete sopravvissuti al cenone di Capodanno, ai tappi di sughero volanti e al concerto di Gigi D’Alessio: me ne compiaccio.

Il #brainch della domenicaCome ogni anno ci ritroviamo qui, coi postumi di una sbronza o di un’indigestione, gli occhi iniettati di freddo e di stanchezza a fare bilanci e resoconti, a riprometterci di essere migliori, di cambiare vita, di non mangiare più quel pezzo di capitone fritto dopo il pandoro. L’anno prossimo no, lo giuro.

Ma a me i buoni propositi non sono mai piaciuti, sia per l’effimera frivolezza di aspettare una data precisa per cambiare, sia per la consapevolezza statistica di non vederne mai realizzato neppure uno. In compenso ci sono molti desideri, velati e meno velati, ma di certo molto “politically incorrect”, che vorrei vedere attuati nel nuovo anno: chissà se anche voi ne converrete.

Ecco dunque i migliori dieci cattivi propositi per il 2017:

1. Abolire gli stereotipi

Basta con le frasi di circostanza, con il più classico degli “anno nuovo vita nuova”, con le diete che iniziano lunedì prossimo, con la mezz’ora di corsa alle sei del mattino. Non ci crede nessuno, dai. Vi auguro invece di ingrassare dieci chili, di dormire fino a tardi e perdere un sacco di appuntamenti, di fare il cavolo che vi pare senza il giudizio cinico degli altri come unico riferimento morale. Siete dei falliti? Finché mostrate di essere solo esattamente quello che siete, va bene così.

2. Sbarazzarsi delle negatività

Questo può implicare varie cose, dal bloccare i contatti più molesti su whatsapp a cancellare Rete 4 dall’elenco dei canali in tv, dal nascondere i post dei grillini su facebook a troncare ogni rapporto con le persone il cui unico scopo nella vita è lamentarsi e vomitare il proprio senso di inadeguatezza tutt’intorno. In un mondo già abbastanza schizofrenico, sopportare queste aberrazioni è del tutto fuori luogo, nonché un grave intralcio al nostro benessere psicologico. Per tacere dei fighetti borghesi convinti di possedere la verità in tasca accanto alle chiavi della Porsche: a loro un bel ciaone non lo toglie nessuno.

3. Togliere gli smartphone dalle mani dei ragazzini

La tecnologia è importante, siamo tutti d’accordo. Ma uno stuolo di adolescenti lobotomizzati, privi del senso d’immaginazione e spesso gratificati dal mostrarsi già adulti, già intenti a discutere di conquiste sessuali e atti di illegalità quando la loro conoscenza della vita è limitata alla programmazione dei cartoni su Italia 1, non so quanto sia confortante. Abbiamo sott’occhio un’intera generazione che oltre a non trovare mai un lavoro, non sarà in grado di rapportarsi col mondo se non attraverso gli schermi della virtualità. Forse sarebbe il caso di sostituire questi iPhone con dei libri.

4. Far chiudere i siti bufalari

Sapete come funziona? Che uno si sfiacchisce notte e giorno per offrire un briciolo di cultura e informazione; poi arriva il genio di turno e mette su uno di questi siti come Il Primato Nazionale, Catena Umana, Riscatto Nazionale, Tze Tze, Social Buzz e via dicendo, pubblica una qualsiasi stronzata palesemente falsa e dai contenuti xenofobi e fascisti, e uno stuolo di idioti incapaci di distinguere la luna dal sole li condivide prendendoli per vangelo. L’ignoranza è il più fruttuoso business del capitalismo, per questo va combattuta alacremente e se necessario, anche con le cattive. A tal proposito, non fanno eccezione quotidiani molto più importanti (Libero e Il Giornale su tutti) che rappresentano la negazione assoluta del concetto di giornalismo.

5. Ripianare i debiti delle banche pagando in visibilità

Nel pieno dell’emergenza per il Monte dei Paschi di Siena sono saltati fuori dal cilindro, come per magia, venti miliardi di euro da destinare ai salvataggi bancari. Ebbene, non potremmo invece ripianarli pagando in visibilità come si suol fare adesso? Non so, cara Monte Paschi, se vuoi metto un bannerino sul sito, o spargo la voce tra parenti e amici che da te ci sono i mutui buoni. Vedrai che ci escono, queste decine di miliardi; e poi fa curriculum.

6. Disattivare il profilo facebook di Saviano

Ecco, io penso che bastino la camorra e la collusione a rovinare Napoli, la sua immagine e la vita dei suoi abitanti. Non avverto proprio l’esigenza di un maestrino che si accomoda sul piedistallo e passa il tempo ad indicare cosa va male e cosa c’è di sbagliato al mondo, anche perché lo so benissimo, lottandoci ogni santo giorno. Cosa che invece non si può dire del buon Robertone nazionale, che oltre ad incassare i diritti di Gomorra non mi pare abbia fatto molto altro per la sua città.

7. Retribuire ministri e parlamentari con i voucher

Questa è l’idea più geniale: dal momento che si fa un così gran parlare del Jobs Act come riforma epocale determinante per la rinascita del mercato del lavoro, suggerirei di estenderlo anche ai membri del Governo e del Parlamento che l’hanno scritta e approvata, pagandoli con quei voucher così geniali e progressisti, e lasciando che anche loro godano giustamente dei benefici miracolosi della riforma. Perché non siamo mica un popolo di egoisti, anzi ci fa piacere condividere.

8. Andare con un immigrato a casa di Salvini, bussare il citofono e scappare

Così, per il semplice gusto di farlo.

9. Rifilare un’altra batosta elettorale al PD

Dal momento che non sembrano aver recepito molto bene il messaggio inviato col referendum costituzionale, non sarebbe male cogliere la circostanza per annichilirli un’altra volta: il referendum sul Jobs Act potrebbe essere l’occasione adatta per far capire alle marionette in camicia bianca che esistono ben altri problemi dallo scegliere lo spritz o il negroni come aperitivo e quale carta di credito chiudere per fare spazio alla nuova tessera di partito.

10. Rubare uno scudetto alla Juventus

Immaginate la scena: un solo punto di distacco, ultima giornata di campionato, novantesimo minuto. All’arbitro prende una crisi mistica stile Paolo Brosio a Medjugorje: rigore del tutto inesistente contro, sconfitta e scudetto vanificato. Sì, so che un’eventualità del genere non potrà mai verificarsi, ma siamo soltanto ad inizio anno, e sognare è ancora lecito.
Almeno quello.

E voi, lettori cari? Quali sono i vostri cattivi propositi per il 2017? Lasciate un commento, se vi va. Senza impegno. Nel frattempo, a tutti voi i miei personali auguri di buon anno, e a domenica prossima.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli

 

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