Si chiama Monte Tabor, ma tutti lo conosciamo come l’ermo colle di Recanati, sempre caro a Giacomo Leopardi che, sulla sua cima, trovò l’ispirazione che diede vita ad uno dei più grandi capolavori della letteratura italiana: “L’Infinito”.

Il colle, tuttavia, oggi si trova in una situazione pericolosa. I recenti fenomeni sismici che hanno colpito l’Italia centro-appenninica, infatti, hanno accelerato e aggravato uno smottamento graduale del suolo in corso da anni ed anni. Ragion per cui, il Ministero dell’Ambiente, quello dei Beni e Attività culturali e del Turismo, hanno avallato la richiesta del Comune marchigiano, stanziando 8 milioni per restaurare i fianchi del Monte Tabor, che dal 1937 è diventato parco giardino aperto al pubblico.

L’intervento restaurativo è, a parere del sindaco di Recanati Francesco Fiordomo, decisivo per la cittadina nativa di Leopardi, che concorre insieme ad altre 9 finaliste per ottenere il titolo di Capitale della Cultura 2018, che verrà assegnato il 31 gennaio.

La realizzazione del progetto è stata affidata a Dante Ferretti, scenografo maceratese, incaricato di creare e tracciare un percorso fatto di led, fasci luminosi, proiezioni notturne, che illuminino il colle ed i suoi dintorni. A collaborare con Ferretti, sarà il regista inglese Peter Greeneway, appassionato dell’arte italiana, che creerà installazioni sul pittore rinascimentale Lorenzo Lotto, che proprio a Recanati eseguì la sua “Annunciazione” ed il “Polittico”, oggi esposti a Villa Colloredo Mels.

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Annunciazione di Recanati – Lorenzo Lotto
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Polittico di Recanati – Lorenzo Lotto

Il progetto, tuttavia, non è esente da polemiche. In particolare, Marco Magnifico, vicepresidente del Fai-Fondo per l’Ambiente italiano, sostiene che la sua associazione aveva promosso soltanto un restauro del parco dal costo di 200mila euro e di essere all’oscuro dell’iniziativa del “parco luminoso” che, per altro, non lo convince affatto. Il sindaco Fiordomo difende l’intervento in quanto “consolidare il fronte di quella parte della collina, non solo la sommità ma anche una zona franosa, è indispensabile.” E se 6 milioni sono stati stanziati per il restauro dei danni provocati dall’attività sismica, altri 2 vanno a favore di un restyling complessivo, che prevede un recupero botanico delle specie arboree, un’illuminazione adeguata e dei nuovi sistemi di accoglienza per i visitatori.

Recanati è meta di circa 100mila turisti l’anno, aumentati del 30% dopo il film del 2013, “Il giovane favoloso”, nel quale Marco Martone interpreta magistralmente la figura di Giacomo Leopardi. Perché affidare il restauro di uno dei luoghi più semplici e, al contempo, caratteristici del patrimonio letterario italiano ad uno scenografo e ad un regista? È questo il punto sul quale verte la polemica di Marco Magnifico, che sostiene che Recanati sia tra i “Luoghi del cuore” del Fai del 2016, ma che tuttavia aveva in mente un’idea completamente discordante da quella seguita dall’amministrazione. “Ci riferiamo ad uno spazio verde, a metà tra un orto e un giardino, attraverso il quale Leopardi passava per osservare l’Infinito. Un luogo semplice, modesto, tra rose, iris, carciofi e finocchi, che necessita di una manutenzione ordinaria, non di una trasformazione della propria identità. Ferretti è un grandissimo scenografo ma non è né un giardiniere né un restauratore” – dichiara Magnifico. Risultati immagini per recanati ermo colleAppurato che il progetto sarà portato a termine indipendentemente dall’esito del 31 gennaio, non resta che augurarci che “sedendo e mirando” dalla cima dell’ “ermo colle” recanatese, con la sua siepe “che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”, il naufragio nell’immensità resti semplicemente “dolce”, com’è sempre stato dal 1819.

Sonia Zeno

 

 

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Sonia Zeno, nata il 19/08/93 a Napoli e residente in Ercolano. Laureata in Lettere moderne, attualmente studentessa di Filologia moderna, aspira a diventare una scrittrice e docente di letteratura italiana. Amante della poesia e convinta che essa sia capace di donare occhi nuovi con cui guardare il mondo circostante, scoprendo in ciascuno di noi una speciale e singolare sensibilità.