La Dama con l’ermellino, immortale tra i quadri maggiormente noti di Leonardo da Vinci, è stata realizzata tra il 1489-1490. Icona di una giovinezza eterea e garbata, il quadro rappresenta Cecilia Gallerani, nota amante di Ludovico il Moro, Duca di Milano e membro  dell’Ordine dell’ermellino. In greco γαλή, l’ermellino è simbolo di purezza ed incorruttibilità oltre che essere, in questo caso,  un chiaro rimando al cognome della giovane ragazza.

Il dipinto, olio su tavola 54×40, è esposto al Castello del Wawel a Cracovia ed era a tutti gli effetti l’unico esempio di opera leonardesca appartenente a privato nonché punta di diamante della collezione Czartoryski. Tale raccolta nasce, tra XVIII e XIX secolo, grazie ai nobili intenti della principessa  Izabela Fleming, moglie di Adam Kazimierz Czartoryski, il cui motto era il passato per il futuro: attraverso il recupero di grandi opere del passato era possibile lasciare una traccia solida nel presente che fungesse da eco per le generazioni future.

Il ministro della cultura polacco, Piotr Glinski, ha confermato l’acquisto della collezione privata dal valore complessivo di 10 miliardi di euro per soli 100 milioni. La Czartoryski vanta all’incirca 86 mila opere d’arte tra cui tele di Rembrandt, vari disegni di Renoir, alcuni cartacei autografati dal famoso compositore Chopin e altri 250 mila oggetti museali tra libri e documenti.

Promuovendo il sogno nazionale dei suoi antenati, il principe Adam Karol ha giustificato la cessione della collezione al governo di Varsavia con la speranza di aver allontanato così ogni possibile rischio che tale patrimonio artistico potesse lasciare i confini.

La Dama dunque abbandona i vincoli di possedimento privato ma rimane pur sempre in fuga dalla sua terra natia. Unica consolazione è che, a prescindere da dove risieda, gode del dovuto riconoscimento come elemento incisivo di una prestigiosa ricchezza.

“In qualità di cittadini polacchi, ora siamo tutti proprietari della collezione Czartoryski”, ha affermato Glinski alla cerimonia delle firme.

D’altronde, come ricorda Bellincioni nel sonetto dedito a Madonna Cecilia, unica vera protagonista è l’arte:

“Ringraziar dunque Ludovico or puoi
E l’ingegno e la man di Leonardo,
Che a’ posteri di te voglia far parte.

Chi lei vedrà così, benché sia tardo, –
Vederla viva, dirà: Basti a noi
Comprender or quel eh’ è natura et arte.”

 

Pamela Valerio