Dall’esperienza quasi ventennale di Iterchimica un nuovo passo in avanti verso un trasporto ecosostenibile: asfalto intelligente in grado tra le altre cose di assorbire le particelle inquinanti o ridurre l’inquinamento acustico.

Siamo abituati a considerare il trasporto su gomma come un mostro nemico dell’ambiente: questo è ancora vero, ma un po’ meno di ieri e sicuramente più di domani. Le innovazioni si susseguono giorno dopo giorno e la ricerca ha imboccato, da più di un decennio e in modo piuttosto convincente, la direzione dell’eco sostenibilità. Progettare green non è oramai un’eccezione ed una prerogativa di aziende virtuose ma una consuetudine dettata, in campo automobilistico ad esempio, dalla necessità di restare al passo.

L’idea di un autoveicolo ad impatto zero non è così astratta, anzi. Le auto ibride sono già entrate a far parte del nostro quotidiano e altrettanto vale per le auto elettriche, non è lontano il giorno della loro totale affermazione sul mercato. Ma se i mezzi di trasporto sono sicuramente i protagonisti della tragedia è pure vero che lo spettacolo, come ogni spettacolo che si rispetti, conta una serie di comparse e coprotagonisti che la ricerca e l’innovazione non hanno dimenticato.

È evidente che per modificare l’esito dello spettacolo bisogna cambiare il copione di tutti gli attori e così anche l’asfalto, che siamo abituati a considerare passiva vittima del mare di vetture, si rinnova.

Seguendo l’esempio olandese della pista ciclabile completamente formata da pannelli solari (un dato, per capirci: se l’intera rete stradale degli Stati Uniti venisse ricoperta di pannelli solari la nazione produrrebbe tre volte l’energia che produce oggi con un taglio del 75% alle emissioni di CO₂) si è affermata l’idea di non trascurare le potenzialità di centinaia di migliaia di Km di superficie attualmente ricoperti da semplice asfalto.

Se una pavimentazione fotovoltaica comporta dei costi tutt’oggi importanti con una resa non ottimale, considerata la posizione non ideale per la ricezione dei raggi solari, la possibilità di migliorare le proprietà dell’asfalto attraverso additivi di ultima generazione è quello che la Iterchimica sta mettendo a punto da anni.

Gli ingegneri dell’azienda, che dagli anni ’60 si occupa di produzione e sviluppo di additivi per asfalto, hanno lavorato attorno all’idea di asfalto intelligente: innanzitutto la possibilità di poter riutilizzare al 100% vecchio asfalto per la produzione di nuove pavimentazioni, con una notevole riduzione dell’impatto ambientale legato allo smaltimento del materiale, all’estrazione di inerti e all’impiego di bitume vergine.

Dopo test durati 15 anni e in seguito ad una prima sperimentazione in Canada, la Iterchimica ha messo sul mercato un asfalto tiepido capace di essere prodotto, steso e riutilizzato a temperature più basse con un notevole risparmio in termini di emissioni di CO₂ e con un aumento considerevole della durata della vita media.

Sono, invece, innovazioni piuttosto recenti quelle legate ad una nuova specie di asfalto più propriamente green: a seconda delle necessità, infatti, è possibile aggiungere al composto bituminoso degli inerti in grado di fornirgli proprietà specifiche.

Molto richiesto in America è l’asfalto antighiaccio capace di sopportare temperature sino ai -5° e quindi di aumentare la sicurezza stradale e ridurre gli interventi dei mezzi spargisale. L’asfalto antismog invece è in grado di assorbire le particelle emesse direttamente dai tubi di scappamento delle vetture in sosta ai semafori evitando che queste vengano disperse nell’atmosfera, con un’evidente riduzione delle emissioni.

Inoltre, in seguito ai nuovi provvedimenti in materia di inquinamento acustico, è stato ideato un asfalto antirumore: l’utilizzo di materiale ottenuto da pneumatici dismessi rende il manto stradale in una sorta di tappeto capace di assorbire i rumori.

Francesco Spiedo

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Sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.