Unica data mondiale. È così che il sito del Teatro San Carlo presenta l’evento che ospiterà il prossimo 16 gennaio.

Stiamo parlando di Maradona Live “Tre volte 10″, lo spettacolo che racconta la vita di Diego Armando Maradona, indiscusso idolo dei tifosi del Napoli, a quasi trent’anni dalla vittoria del primo scudetto (da cui il titolo).

Lo spettacolo è scritto e diretto da Alessandro Siani, è prodotto dalla Best Live e vedrà la partecipazione, tra gli altri, del rapper Clementino.

Lo show darà la possibilità al Pibe de Oro di rincontrare dopo tantissimi anni i suoi tifosi, che non hanno mai smesso di idolatrarlo. “Il 16 gennaio sarò al Teatro San Carlo per ritornare ad abbracciare Napoli ed i miei napoletani”, ha infatti scritto Maradona, sulla sua pagina Facebook.

Sarà forse per questo, per l’unicità dell’evento e per le forti “emozioni” su cui fa leva, che persino i prezzi non proprio accessibili dei biglietti (dai 66 della balconata ai 330 euro per la poltronissima) non hanno impedito che lo spettacolo facesse sold out già a più di dieci giorni dalla propria messa in scena.

Trash o no?

Facile immaginare che un evento con la capacità di richiamare tanto pubblico faccia parlare di sé, ma ciò che è successo con Tre volte 10 va ben oltre ogni immaginazione.

Lo spettacolo, infatti, ha generato un dibattito intestino al mondo “intellettuale” napoletano, se così vogliamo definirlo. C’è chi ha voluto e vuole il live show e quindi lo appoggia. C’è chi, invece, lo ha già definito trash.

Il problema non è tanto lo spettacolo in sé, ma la scelta di ospitarlo al Teatro Massimo napoletano.

“Il San Carlo è il San Carlo. È un tempio della musica, cosa c’entra il calcio? Ha ospitato Rossini, Donizetti, i più grandi cantanti, i migliori direttori d’orchestra”.

Questo quanto dichiarato dal maestro Roberto De Simone Repubblica.

“Da #nonintellettuale non capisco. Nel 2010 il MAESTRO ROBERTO DE SIMONE portava in scena al Teatro San Carlo “El Diego – Concerto n°10” e spendeva per #elpibedeoro parole di uno splendore culturale altissimo. E oggi? Che succede? Chi me lo spiega?”

Risponde così, dal proprio profilo Facebook, Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale della Campania con Davvero Verdi.

Il consigliere qui si riferisce a El Diego  –  Concerto n. 10, per Maradona e Orchestra, andato di scena al San Carlo nel giugno 2010. Prima del debutto, De Simone aveva detto del calciatore argentino: “non mi intendo di calcio ma ho riconosciuto in Maradona un virtuoso, come lo era Paganini”.

Già nei giorni scorsi, comunque, Borrelli aveva risposto, facendosi portavoce dei Verdi al Comune di Napoli, ai detrattori dello spettacolo, dichiarando:

“Le polemiche che si stanno creando intorno all’evento che vedrà impegnati al San Carlo Maradona e Siani in una serata evento a trenta anni dal primo scudetto del Napoli sono davvero fuori luogo, soprattutto se quelle persone che ora protestano non hanno alzato la voce per contestare la scelta di ospitare nel massimo napoletano dimostrazioni di creme e trattamenti di bellezza antietà”.

Le critiche non si fermano di certo a quelle del maestro De Simone. Uno dei primi ad esprimersi in questo senso è stato sicuramente Francesco Canessa, ex sovrintendente del San Carlo, prima dal 1982 al 1987 e poi di nuovo dal ’90 al 2001.

Il 3 gennaio ha scritto, sempre per Repubblica, un pezzo in cui spiega per bene il perché, secondo lui, un simile spettacolo non dovrebbe essere portato al San Carlo:

“Con Maradona e il rapper Clementino sul palcoscenico – con tutto il rispetto per il massimo eroe della goleada e dei suoi memori ammiratori – si riduce quel gioiello a mero contenitore di eventi, senza manco far caso se superino o meno il limite del trash.

(…) lo Stato contribuisce a tenere in vita la sua struttura perché produca – secondo lo statuto – opere, concerti e balletti. Non risultano altrove Teatri che – a parte la storicità e l’importanza architettonica – presentano destinazione d’uso pari a quella del San Carlo, che abbiano mai accettato tali bizzarre contaminazioni: il Teatro Real di Madrid non ha ancora accolto sul suo palcoscenico Cristiano Ronaldo (…)”.

Ovviamente tra i promotori dell’evento, il sindaco e presidente del Consiglio del Teatro Luigi de Magistris:

“Non ci vedo niente di male, Maradona è stato un grande dello sport e appartiene alla storia di questa città. Io sono per un teatro popolare, nel senso che il teatro non deve rappresentare soltanto l’élite e le eccellenze ma anche la cultura del popolo, dunque Maradona va benissimo. Non c’è niente da scandalizzarsi. Nessuna deriva trash, non si metterà certo a cantare. Io sarò in prima fila e sarò felice di stringergli la mano”.

Gli organizzatori, inoltre, ci tengono a sottolineare che parte della donazione proveniente dalla produttrice Best Live andrà a finanziare le attività didattiche del Massimo, in modo da avvicinare bambini e ragazzi al mondo della musica e della danza.

Che piaccia o meno, dunque, lo spettacolo si farà. Alla fine pare abbia vinto il grande entusiasmo del pubblico, o meglio, del tifo napoletano.

Desire Rosaria Nacarlo