Toh, ci risiamo. Questa volta, a distanza di un anno (ma con la stessa difficoltà), parleremo di sospensioni. Tra poco più di un mese partiranno i primi test in Spagna e non tutti i nodi circa i nuovi regolamenti sono venuti al pettine. Solitamente a gennaio i lavori per le monoposto sono già belli che inoltrati, con addirittura qualcuno che aspetta soltanto il tempo per delle rifiniture (e la presentazione). Nel mondo della F1 non c’è pausa al lavoro, non esistono sessioni, lo sappiamo.

E forse – la butto lì, argomento non poco caldo – non esiste neanche un vero e proprio regolamento tecnico. Chissà che aspetto ha, se c’è scritto davvero qualcosa. A un profano verrebbe da immaginarselo quasi come una sorta di brutto e vecchio faldone, che prende vita a modo suo e in base al contesto. Un po’ magico, insomma.

IL CHIARIMENTO – Scherzi a parte, all’ordine del giorno portiamo una richiesta di chiarimento che in questi giorni la Ferrari, nella persona del Chief Designer Simone Resta, ha avanzato alla FIA in merito al sistema di sospensioni utilizzato da Mercedes e Red Bull nel 2016. Nella fattispecie, questo si avvale di un terzo elemento aggiuntivo all’anteriore di tipo idraulico, che porterebbe alla monoposto non pochi vantaggi in termini di stabilità, riducendo ai minimi termini rollio e beccheggio e permettendo modifiche sull’altezza della vettura da terra.

Primo piano sulle sospensioni anteriori della Mercedes. Nel particolare notiamo uno spaccato sull’interno del telaio, dove è alloggiato l’organo idraulico tanto conteso.

TECNICA – Per chi poco ne mastica come noi, col termine rollio si vanno ad indicare diverse tipologie di oscillazioni che un veicolo compie intorno ad un asse (per lo più longitudinale). Nel motorsport e in particolare in F1 (dove sono previsti assetti rigidissimi e studiati nel dettaglio) è abbastanza chiaro che intervenire su tali finezze significa invadere in parte anche il settore aerodinamico.

Questo famigerato organo di casa Mercedes, che ribadiamo essere un terzo componente (di natura aggiuntiva alle già collaudate sospensioni meccaniche in uso), connette dunque lato destro e lato sinistro della monoposto. Qualcosa di simile venne già ideato alla corte di Gian Carlo Minardi nei primi anni ’90, col nome di FRIC (front and rear interactive control). Trattasi di un sistema che legava le sospensioni all’anteriore con quelle al posteriore, che minimizzava le variazioni di altezza tra avantreno e retrotreno grazie ad un semplice meccanismo idraulico. Quando la vettura in frenata schiacciava l’anteriore, l’attuatore creava un vuoto nel retro, occupato dall’olio dell’attuatore posteriore, in modo da far schiacciare a terra anche il posteriore. Così facendo si manteneva inalterata la differenza di altezza. Ingegneria italiana, non male.

Questo è quanto negli ultimi vent’anni ha interessato il discorso sospensioni, specialmente quando si è parlato di sospensioni attive. Un po’ un taboo, vero Valhalla di ogni progettista. Si sa, tutti gli ingegneri dell’automobile sognano la notte sospensioni gestibili idraulicamente. Altro che molle.

Tornando a noi e alla Mercedes W07, evidentemente aggiungere un componente nella scocca ha reso necessarie modifiche a quest’ultima, nonché un sensibile abbassamento del telaio (anche oltre i limiti imposti dal regolamento). Tutto ciò è stato possibile grazie alle lavorazioni sul cosiddetto Vanity Panel, che è nient’altro che quel coperchio che copre lo scalino delle vetture da alcuni anni.

Quel che lamenta la Ferrari, che più che accusare pare stia cercando di pensare alla stessa soluzione anche in casa propria, è la violazione di un ulteriore articolo del regolamento sportivo (tale 3.15). Qui si vieta in maniera inequivocabile l’utilizzo di dispositivi aerodinamici mobili.

LA RISPOSTA – All’esposto di Simone Resta ha subito dato voce il direttore di gara Charlie Whiting, con la cui risposta – eloquente – si chiude questo sunto:

“A nostro avviso, qualsiasi sistema di sospensione che è in grado di alterare la risposta dell’apparato sospensivo di un auto nel modo che viene descritto nei paragrafi 1 e 2 sarebbe probabilmente in contrasto con l’articolo 3.15”.

Immensamente vago. Decisamente generico. Approfondiremo in dettaglio questo discorso per capire cosa dicono effettivamente i documenti e non le persone. Quel che è palese è che Mercedes è riuscita ancora una volta a bucare il regolamento, ma sta da vedere cosa succederà quest’anno nel caso in cui diversi altri team decidano di adottare i suoi stessi stratagemmi.

Nicola Puca

Fonte immagine in evidenza: formulapassion.it

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