L’impegno ambientale è un obbligo della società civile, ma non può prescindere dalla guida e dalle iniziative governative: l’elezione americana di un uomo che considera una bufala il riscaldamento globale non è un buon segno.

In materia d’ambiente uno dei più grandi passi in avanti compiuti nel 2016 è rappresentato dall’entrata in vigore degli Accordi di Parigi: dopo 20 anni di tentativi 195 paesi si sono impegnati a ridurre le emissioni inquinanti e mantenere sotto controllo l’innalzamento delle temperature globali. Ma, contemporaneamente, gli Stati Uniti d’America hanno appena eletto un Presidente che ha annunciato il ritiro dallo storico accordo. Viviamo in un’epoca di enormi contraddizioni ed è il futuro del pianeta, e quindi il nostro, ad essere in pericolo.

Il 2016 è un anno di record negativi, dalla riduzione della biodiversità sino al livello dei Ghiacci Polari ai minimi storici. L’inversione di tendenza, necessaria e urgente, è tuttavia lenta e progressiva e sarebbe ingiusto pretendere o attendersi cambiamenti repentini. Oltre agli Accordi di Parigi è entrato in vigore in ottobre l’Accordo di Kigali: in Ruanda circa 150 paesi, con Europa ed Stati Uniti in prima linea, hanno messo al bando gli idrofluorocarburi che rappresentano i principali responsabili del surriscaldamento globale. Una grande vittoria per l’ambiente.

Le riviste scientifiche e di settore documentano oramai da anni gli impatti del global warning, rappresentando un futuro disastroso ed un presente allo stesso tempo inquietante; però la consapevolezza sociale del problema stenta a trasformarsi da mera passiva accettazione dello stato delle cose ad una attiva. Il disertato Referendum sulle Trivellazioni, in Italia, ne è esempio lampante. Le notizie relative all’ambiente difficilmente trovano spazio sulle prime pagine dei giornali e scuotono l’opinione pubblica, a meno che non si tratti di eventi disastrosi quali terremoti e alluvioni. Eventi, paradossalmente, di cui noi siamo in parte responsabili ma che rappresentano soltanto la punta dell’iceberg.

Tirando le somme il 2016 ha rappresentato per l’ambiente un anno ricco di contraddizioni, di record negativi, di Referendum disertati e di un Presidente negazionista ambientale, ma da qualche parte il cambiamento deve pur iniziare. Sarà un lungo cammino, arriveremo in tempo?

Francesco Spiedo

 

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Sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.

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