Il Chelsea di Antonio Conte, nonostante la sconfitta contro il Tottenham di mercoledì sera, con il 4-2 rifilato allo Stoke City nel penultimo turno di Premier a Stamford Brigde, è arrivato a 13 vittorie consecutive in campionato, eguagliando il record inglese stabilito dall’Arsenal di Wenger nel 2002. L’ex ct della Nazionale sta incantando tutta l’Inghilterra, tuttavia ad inizio stagione non sembrava tutto cosi scontato. Andiamo quindi a rivivere il percorso di crescita del Chelsea, che ormai è la favorita numero uno per vincere la Premier League.

L’ARRIVO AL CHELSEA – L’inizio di Antonio Conte non è stato facile. Arrivato dopo l’Europeo francese, l’ex tecnico della Juventus aveva chiesto dei rinforzi (Bonucci o Romagnoli su tutti) e alla fine si è ritrovato con David Luiz, anche se sono arrivati Marcos Alonso dalla Fiorentina e Batshuayi dal Marsiglia. Conte è partito con 4-1-4-1, con Kantè davanti alla difesa, Hazard e Willian sugli esterni e Oscar e Matic a supporto di Diego Costa. L’inizio è stato positivo, visto che il Chelsea ha vinto 3 partite consecutive, ma la squadra londinese metteva in campo solo la grinta del tecnico pugliese. La prima batosta arriva in casa contro il Liverpool, e nella giornata successiva Conte viene disintegrato dall’Arsenal per 3-0.

CONTE 4 MOU 0 – Come spesso accade nel calcio, come nella vita, dopo aver toccato il fondo si può solo risalire. Dopo la sconfitta dell’Emirates, Conte cambia modulo e passa al 3-4-3, inserendo David Luiz e Marcos Alonso e togliendo Oscar e Willian. Dopo il cambio di sistema di gioco, il Chelsea non si è più fermato, vincendo addirittura 13 partite consecutive, e fermandosi solo nell’ultimo turno contro gli uomini di Pochettino. David Luiz è stato messo nel ruolo di centrale in una difesa a 3, quindi ha più possibilità di impostare, essendo coperto da Azpilicueta e Cahill. In avanti il tridente è composto da Pedro, Hazard e Diego Costa. Pedro è stato rispolverato da Conte dopo un periodo difficile e lo sta ripagando a suon di prestazioni positive. Hazard è ritornato il giocatore che tutti conoscevamo, ed è costantemente l’uomo più pericoloso della squadra. Infine abbiamo Diego Costa, il vero è proprio bomber di questa formazione e attualmente capocannoniere della Premier League con 14 marcature. Il Chelsea non ha però solo acquisito il carattere del’ex Juve, ma anche idee e trame di gioco. La massima espressione di tutto ciò è la gara contro il Manchester United, in cui Conte ha asfaltato Mourinho. Il portoghese si è sentito umiliato dall’atteggiamento dell’allenatore dei Blues sul 4-0, tuttavia lo schiaffo vero e proprio per il portoghese è stato quello subito sul campo. Conte da quella partita ha capito di poter fare grandi cose e di conseguenza di poter portare il Chelsea in alto.

Conte

OBIETTIVO PREMIER – E ora? Il Chelsea, sebbene sia stato sconfitto dal Tottenham, non può più nascondersi e deve vincere la Premier League. I punti di vantaggio sul Liverpool sono 5, e il club di Londra ha la “fortuna” di non disputare le coppe internazionali, fattore molto importante nel calcio inglese. Le analogie con il primo scudetto di Conte alla Juventus sono tante: squadra che arriva da una stagione difficile, stesso sistema di gioco, mancanza di Coppe europee e autostima che cresce di partita in partita. Vedremo cosa succederà, ma la sensazione è che Antonio Conte dopo l’Italia, riuscirà a conquistare anche l’Inghilterra.

Salvatore Cantone