La città antica di Pompei, uno dei siti più famosi al mondo, diventerà un Parco Archeologico e sarà guidata da un direttore-manager, scelto con una selezione internazionale. È stato il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ad annunciarlo.

Il decreto è stato presentato lunedì 9 gennaio al Consiglio Superiore dei Beni Culturali e ai sindacati e porta a termine il percorso avviato nel 2014 dalla riforma Franceschini: l’obiettivo del decreto è la riorganizzazione della Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica Centrale di Roma e della Soprintendenza Speciale di Pompei.

Due simboli dell’arte e della cultura italiana, Pompei e il Colosseo, diventano Parchi Archeologici.

Anche Pompei viene inserita nell’elenco dei trenta musei autonomi; per il momento, tuttavia, l’unico cambiamento riguarda la denominazione: l’area archeologica diventa Parco Archeologico di Pompei e, il Soprintendente ad essa preposto, diventa Direttore del Parco Archeologico di Pompei. Massimo Osanna rimane l’attuale soprintendente; alla scadenza del suo incarico, sarà possibile individuare il nuovo direttore del Parco, che avrà le sue stesse competenze, ma sarà scelto mediante un concorso internazionale, aperto anche ai cittadini europei.

Colosseo. Parliamo del luogo più visitato d’Italia, con oltre 6 milioni di persone. Parliamo dell’area archeologica più importante del mondo e di un simbolo del nostro paese. Introdurre, quindi, anche nell’area archeologica centrale intorno al Colosseo dei criteri di efficienza e di gestione, scegliere il direttore attraverso una selezione internazionale, come quella che ha portato grandi risultati in altri musei e luoghi della cultura italiana, penso sia un grande passo in avanti”.

Con queste parole Franceschini ha commentato la nascita del Parco Archeologico del Colosseo.

Il provvedimento trasforma in un museo autonomo l’Anfiteatro Flavio, che diventerà Parco Archeologico insieme con il Palatino, il Foro Romano e la Domus Aurea.

Al Colosseo arriverà, quindi, un direttore-manager che sarà individuato mediante apposita procedura di selezione pubblica internazionale.

L’altra misura che prevede il decreto è la riorganizzazione della Soprintendenza speciale di Roma: viene soppressa la Soprintendenza Ordinaria, le sue competenze saranno affidate alla Sopraintendenza Speciale, che andrà così ad occuparsi dell’intero Comune di Roma. Il mantenimento della Sopraintendenza Speciale, che conserva il suo carattere autonomo, verrà garantito con una percentuale sugli introiti derivati dalla vendita dei biglietti del Parco del Colosseo (una quota pari al 30%).

Un’altra parte delle risorse derivate dalla bigliettazione, il 20%, sarà utilizzata, come già avviene dal 2015 per tutti i musei e i luoghi della Cultura dello Stato, per il sostegno del sistema museale italiano: si tratta, come spiega Franceschini, di un “fondo di solidarietà” che serve affinché i musei più ricchi facciano vivere anche quelli più deboli, che pur avendo straordinarie collezioni non hanno visitatori sufficienti.

“Ad un turista che arriva in una città, interessa molto poco se il museo è del Comune, dello Stato o della Regione – ha concluso Franceschini – interessa un’offerta culturale integrata. È incontestabile che ovunque in Italia il passaggio ai musei autonomi ha portato a un miglioramento su tanti fronti: dai visitatori che sono cresciuti a migliori servizi. È un percorso lento, che nel Paese andrà a velocità differenziate, ma che sta portando frutti”

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Vanessa Vaia

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Vanessa Vaia nasce a Santa Maria Capua Vetere il 20/07/93. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Classico, si iscrive a "Scienze e Tecnologie della comunicazione" all'università la Sapienza di Roma. Si laurea nel 2016 con una tesi sulle nuove pratiche di narrazione e fruizione delle serie televisive "Game of Series".